Se non sapete chi sia Mike Ladd, questa è l'occasione per fare amicizia.
E' cresciuto con KRS ONE e i De La Soul, quindi ci sa fare con l'hip hop. Non
è una vecchia gloria comunque, è giovane. E non gli mancano le
idee. "Gun Hill Road" fa il punto sul personaggio, che a dargli del
produttore si fa un torto. Chi ha ideato un album così è un inventore,
prima di tutto. Date un'occhiata alla track list, strano eh? Ah, altre due parole
per dirvi che i compagnetti di viaggio sono altre superstar, sono i Company
Flow, gli Anti-Pop Consortium, An Army of Thousand. E ora l'album.
"Gun Hill Road" è il racconto demenziale della guerra tra
gli Infesticon e i Majesticon. Gli Infesticon sono i buoni, e i Majesticon i
cattivi che vogliono sottrarti la realtà. In altre parole, gli artisti
underground, gli Infesticons, contro il mainstream, i Majesticon. Niente di
nuovo, parrebbe. Quanti sono i rapper che intraprendono una crociata personale
contro le major discografiche? O contro chi svende il proprio talento per fare
soldi? Niente di simile, dimenticate ciò che avete sentito sinora. Dimenticate
i rapper profondi, i futili, i seriosi e i simpatici. Una cosa così non
l'avete mai sentita. Al grido di "God bless the Infesticons, fuck the Majesticons"
(Hero Theme) lo scontro epico e maccheronico snocciola rime e immagini assurde,
e basi di conseguenza. Se dovessi dare i pallini a questo album, forse non ne
prenderebbe più di tre (su cinque). Mike Ladd è un signor produttore,
e chi gli lavora intorno per Infesticons sono tutti campioni affermati della
scuola hip hop, ma non è un problema di pallini. Con vocabolo obsoleto
potremmo dire che l'album è un concept, un lavoro a tema insomma. E avremmo
fatto il nostro dovere di bravi recensori. Ora però, per descrivere quanto
"Gun Hill Road" sia un evento unico e luminoso mi occorrono altre
parole. Che ne dite di inedito, impertinente, assurdo, stimolante? Non c'è
nulla di simile in giro. Di tanto divertente, irriverente, e perché no
indefinibile.
O meglio, inqualificabile. I De La Soul dell'esordio avevano insegnato all'hip
hop l'ironia serena e non aggressiva. Gli A Tribe Called Quest vantano "I
Left My Wallet in El Segundo" nell'album di esordio, ma "Gun Hill
Road" fa dell'altro. Fa del buon rap per varare un'opera buffa anacronistica.
All'apparenza, anacronistica. Già qualcunaltro aveva fatto la sua 'opera-rap',
tra questi Prince Paul. I risultati erano stati buoni, ne era venuta un'opera
difficile e spiazzante. Al paragone, l'epopea degli Infesticons sembra un gioco.
Dista molte leghe sia dalla corrente thug dell'hip hop, quella del nichilismo
e dell'edonismo, e sia dalla variante hustler, dei neri del ghetto pronti
a tutto per uscire dalla miseria, inclusi spaccio, omicidio e quant'altro. Ed
è diversa anche dalla rinnovata militanza. Ha da dire delle cose, ma
le dice leggere. La Bay Area e l'Underground New York rispolverano il soul e
la old school, e sono loro a comandare il cambiamento, oggi. "Gun Hill
Road" non ha seguaci e ha ben pochi maestri. Non so se ci saranno altri
che proveranno a fare qualcosa di simile, e d'accordo questo album non è
un capolavoro. Tuttavia è l'unico in circolazione, è originale
e molto godibile.
Il languore che non riesco a trattenere in coda alla recensione dovrei ingoiarmelo,
credetemi. The Infesticons hanno fatto un gran lavoro, senza alcun dubbio. Il
languore da dove mi viene allora? Se seguite l'hip hop su Kalporz, avrete capito
che siamo a un momento importante per l'hip hop. L'hip hop si rinnova, nei temi
e nell'espressività, da San Francisco, Oakland, Atlanta, Philadelphia
e perché no New York. Questo album invece non dà una mano, se
non di traverso. In effetti dimostra quanto sia libero e creativo il rap di
questi anni, e lo dimostra costruendo nuove architetture su vecchi quartieri,
con vecchi mattoni... E ora che avete ascoltato i crucci di un povero appassionato,
correte da quest'album. O almeno ascoltatelo all'impiedi in un megastore di
cassettine, per farvi un'idea. Non sarà facile trovarlo, comunque. Ed
è un peccato.