Se il precedente "Live at Sin-è" aveva
fatto intravedere tra le sue quattro tracce il
talento del cantante californiano, la prima prova
sulla lunga distanza chiarisce definitivamente
il grande spessore artistico di Jeff Buckley,
il figlio del grande Tim. Purtroppo resterà
l'unica: Jeff condividerà con il suo illustre
genitore una fine prematura e balorda, che lascierà
un grande vuoto nella musica e nei nostri cuori.
"Grace" è assieme un album d'esordio
e un involontario testamento, l'unica testimonianza
compiuta della sensibilità di un artista
straordinario.
Per chi già conosce le gesta e la meravigliosa
voce del padre Tim, sentire cantare Jeff è
un emozione unica, un vero e proprio tuffo al
cuore. Come il genitore, egli ha una padronanza
assoluta dei toni, passando senza sforzo apparente
da un lungo acuto ad un timbro baritonale, con
modulazioni intermedie sfioranti il falsetto e
l'urlo controllato. Ascoltate, per esempio, la
title track, canzone di devastante bellezza, interpretata
con tutti i crismi sopra citati. O la sublime,
non troviamo aggettivo più adatto, escursione
nella classica "Corpus Christi Carol" di Benjamin
Britten; accompagnato dalle rarefatte note di
una chitarra elettrica, Jeff sussurra un falsetto
inarrivabile, delicato come una piuma al vento,
dal quale è impossibile non farsi sopraffare
dall'emozione. Grandiosa anche la versione della
lenta ed epica "Hallelujah" di Leonard
Cohen.
E non a caso abbiamo citato questi due brani:
in essi vibra la profonda spiritualità
di cui è permeato tutto l'album, una ricerca
della dimensione sacra che è forte ma sofferta,
continuamente vacillante, incalzata da una sensualità
altrettanto forte e forse ancor più dolorosa.
La voce incredibile di Jeff esprime questo conflitto:
passa dai toni di una voce bianca alla ruvidezza
del soul, e tutto quello che ci fa sentire in
mezzo è brivido e commozione. Allo stesso
modo, i suoni dell'album sono frutto di accoppiamenti
tanto arditi quanto bellissimi: folk e hard rock,
contaminazioni etniche e pop raffinato, soul caldissimo
e musica sacra...
Ciascun pezzo è ugualmente figlio di questa
splendida alchimia, ciascun pezzo è un
tassello necessario di un imprescindibile capolavoro
di musica contemporanea; sicuramente fra i migliori
degli anni '90, per sempre senza età.
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