Esistono dischi che hanno bisogno di tempo per
essere apprezzati. "Good News For People
Who Love Bad News" è un album che
ha bisogno di attenzione e ascolti perché
se ne arrivi al cuore. Perché i Modest
Mouse, come si era intuito dal precedente "The
Moon and The Antartica", non sono semplicemente
un gruppo indie rock, ma molto di più.
Così, chi credeva che dopo dieci anni
di onorata carriera i Nostri avessero già
dato il meglio di sé, farà bene
a ricredersi. Il loro nuovo lavoro non lascia
i Modest Mouse fermi dov'erano con le sperimentazioni
di "The Moon and The Antartica", ma
apre altre strade, esplora le influenze indie
rock e le radici del suono americano. L'inizio,
dopo un inatteso e fulmineo prologo per soli fiati
affidato alla Dirty Dozen Brass Band, rispolvera
al meglio l'indie rock di scuola Built to Spill
e Pavement.
Tuttavia la melodia limpida di "The World
At Large", il ritmo sincopato di "Float
On" e di "Ocean Breathes Salty"
danno l'impressione di un gruppo che va oltre
il rock come lo intendiamo. Le atmosfere dilatate,
i suoni essenziali, gli improvvisi cambi di ritmo,
tutti dettagli che senza alcuna spocchia spostano
la prospettiva della loro musica.
Poi a partire da un frammento per banjo e voce
intitolato "Dig Your Grave", iniziano
a esplorare le radici del suono americano e le
note si fanno sempre più intricate. Tanto
che, insieme alla consueta energia, si nota l'ombra
di Tom Waits
e delle sue canzoni sghembe. Le improvvise scosse
di "Bury Me With It" introducono il
ritmo forsennato di "Dance Hall" e lasciano
quindi spazio ad una ballata splendida e stravagante
come "Bukoski". E ancora un altro omaggio
a Tom Waits arriva poco dopo con "The Devil's
Workday". Ma, a testimonianza di quanto gli
orizzonti dei Modest Mouse siano vasti, arrivano
un brano che ha il ritmo sincopato dei Talking
Heads, "The View", e un nuovo episodio
di melodia sghemba e rumorosa, "Sitting on
a Coffin".
Quando irrompe "Interlude", un lieve
intermezzo per organo da cui affiora il mugolare
di un bambino, "Good News For People Who
Love Bad News" cambia di nuovo faccia. Questa
volta i Modest Mouse mostrano il lato più
sognante e così arriva una di quelle canzoni
in grado di cambiare il destino di qualsiasi disco,
"Blame It On The Tetons", un incanto
acustico che lascia annichiliti. Seguono un altro
splendido esempio di melodia indie-rock, "One
Chance", e il divertito finale di "The
Good Times Are Killing Me".
Come si intuisce "Good News For People Who
Love Bad News" è un disco pieno di
suoni e di ispirazione, eppure ogni sua faccia
ha un proprio senso. Per questo ha bisogno di
tempo, fino a quando diventerà un vostro
compagno insostituibile.
collegamenti su MusiKàl!
Modest Mouse - The
Moon & Antarctica
Pavement - la Kalporzgrafia
Tom Waits - la Kalporzgrafia
Built To Spill - Ancient
Melodies Of The Future
Talking Heads - Remain
In Light