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GODSPEED YOU BLACK EMPEROR!
Concerto al Tunnel (Milano) (13 febbraio 2002)
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di Davide Bassi scrivi un'email

Assistere ad un concerto dei GYBE! è un'esperienza che tutti dovrebbero provare.
Trovarsi davanti dieci musicisti (due batterie, tre chitarre, due bassi, viola, violoncello, glockenspiel) che entrano senza dire una parola, si sistemano sul palco e suonano senza sosta melodie strumentali che evocano immagini di ogni tipo non è cosa da tutti i giorni.

La luce non esiste sul palco, restano accese soltanto alcune luci rosse e blu ad illuminare soffusamente il gruppo, mentre sullo sfondo vengono proiettate immagini semplici, ma affascinanti: una ferrovia, un palazzo, una persona che cammina, automobili che scorrono anonime sullo sfondo notturno di una città e, all'inizio e alla fine, la parola "HOPE" che campeggia, tremolante, a caratteri cubitali. Assistendo ad un concerto simile, si perde la cognizione del tempo e dello spazio. La propria personalità si annulla, il luogo dove si è in quel momento risulta insignificante, il concetto di tempo viene abolito, sostituito da un'estasi che pervade lo spettatore, mentre le loro interminabili composizioni disperdono musica, suoni ed emozioni, tanto che pare che la musica sia nell'aria e si possa catturare, come fosse un oggetto materiale.

Sei pezzi, per un totale di quasi due ore, suonati senza alcuna pausa. Se si vuole applaudire lo si deve fare nei momenti di raccordo fra un brano e l'altro, perchè il silenzio non esiste durante il loro concerto. Ogni pezzo inizia lentamente, quasi "sottovoce", per poi esplodere in un concentrato di meraviglia e di stupore, mentre gli stessi artisti sono rapiti dalla loro musica e lo spettatore è costretto ad ascoltare, ad immaginare, a lasciarsi rapire dall'ipnosi delle loro composizioni, che poi si spengono all'improvviso, pronti a ricominciare.

A fare da supporto alla band canadese (che ha riproposto in gran parte brani dal loro ultimo e spiazzante doppio album) un gruppo italiano, i "Giardini di Mirò", che con grande umiltà e un talento ben visibile hanno portato sul palco la loro musica, un misto fra post-rock e Marlene Kuntz, fra Massimo Volume e gli stessi GYBE! Ospite il cantante degli Yuppie Flu, che ha cantato due brani, inseriti nel loro ultimo lavoro. Chiusura stellare con "A New Start", canzone d'apertura nel disco che diventa di chiusura nel concerto, musica che si fonde col rumore, fino a diventarlo del tutto nel gran finale.

Alla fine di una serata simile, quando si accendono le luci, ci si ricorda di se stessi, del locale, dell'ora tarda. Per qualche ora tutto ciò aveva totalmente perso d'importanza.


Recensioni collegate:
Godspeed You Black Emperor! - Levez Vos Skinny Fists Like Antennas To Heaven
Giardini di Mirò - The Rise And Fall Of Academic Drifting
Marlene Kuntz
- la Kalporzgrafia
Yuppie Flu - The Boat EP



22 febbraio 2002




I commenti
 
frensis 26 febbraio 2002
Davvero ogni tasnto la musica riesce a rapire l'ascoltatore e a trasportarlo in un limbo senza tempo, popolato solo di suoni.
L'esperienza di questo concerto dei GYBE!, in particolare, è davvero emozionante, totalizzante: la musica continua e avvolgente, l'allestimento scarno e bellissimo, la capacità dei musicisti di trasmettere emozioni; l'insieme non può davvero che ipnotizzare lo spettatore!
Quelli avvezzi e ben disposti, certo: una musica del genere non è di facile ascolto e richiede anche una bella dose di pazienza. La musica dei GYBE! sta a mezzo tra i primi Pink Floyd (più di una volta sembrava di riconoscere passagi di "Ummagumma e" "a Saucerful of Secrets)e la free music emergente (Mogwai, i Sigur Ros di "Ny Batteri", e così via), con influenze di ogni tipo a complicarne l'architettura (Sonic Youth su tutti). Il rischio è talvolta che siano troppo barocchi, stucchefvoli, o persino noiosi nel loro produrre rumore: che pure è un rumore di altissima qualità, proveniente da una bella visione della musica e da un entusiasmo davvero percepibile. Anche perché, in esperienze ciome questa, l'importante è davvero l'intensità, e non tanto la correttezza formale o l'immediatezza.
Una curiosità: il nome dei GYBE! è tratto da un misconosciuto film giapponese del 1976 (!) in bianco e nero (!!) che raccotna delle avventure di una gang di motociclisti che cavalcano motorini (!!!). In ogni caso è uno dei nomi più belli e divertenti che abbia mai sentito per un gruppo musicale...
Molto, molto bravi infine anche i Giardini di Mirò, apprezzatissimi dal pubblico: un gruppo in decisa controtendenza rispetto al mercato ed ai gusti nostrani, ma con le idee chiare, una buona personalità e un progetto davvero interessante.

 



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