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MICK JAGGER
Goddess In The Doorway (EMD/Virgin, 2001)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Su Mick jagger si è detto praticamente tutto e di più: genio eroinomane onnisessuale pervertito angelo sensuale. Si è già detto tutto e troppo, e forse Jagger stesso ha già detto tutto quello che poteva dire come artista. Molto probabilmente questo "Goddess In The Doorway" è nato con anime plurime: da una parte l'intenzione, forse del tutto in buona fede, di Jagger di sciacquarsi l'anima e offrire al proprio pubblico un album fresco e direttamente proveniente dal cuore; dall'altra la meno innocente mossa di discografici e produttori di circondare il mitico cantante dei Rolling Stones, autentico patrimonio dell'umanità, di pop e rock star, cercando di imitare la fortunata strategia adottata qualche tempo fa da illustri colleghi come Santana o Tom Jones.

La formula pare essere non così facilmente riproducibile. Infatti il disco presenta idee piuttosto stantie difficilmente sdoganabili anche da elementi di spicco della scena rock attuale. Primo fra tutti va citato Lenny Kravitz, la cui chitarra, a dire il vero piuttosto fastidiosa, compare in uno dei pezzi più Stones-oriented di tutto l'album, "God Gave Me Everything", brano che per riff e ritmiche riesce solo a provocare la nostalgia di brani come "Jumpin' Jack Flash", di cui sembra essersi impossessato impropriamente dello stampo.

Il rock trova voce anche in altri brani piuttosto fiacchi, come "Lucky Day" o "Joy", in cui si registra l'illustre presenza di Bono (altra rock star prossima al Viale del Tramonto; forse un segno di solidarietà per un destino comune e molto probabilmente non troppo lontano?); la canzone non è male, ma anche in questo caso dietro si sente un'eco lontana, quella "Street Fighting Man" che ha infiammato generazioni di rockers. Nemmeno valutabile la prova hip hop/reggae di "Hide Away", in compagnia di Wyclef Jean.

Mr. Jagger si rivela quantomeno sincero nelle canzoni più intimiste e delicate dell'album. In questi brani il nostro riesce a sfruttare al meglio le sue insuperabili capacità espressive. "Visions Of Paradise", con i suoi soffici fraseggi di pianoforte e il suo ricco arrangiamento d'archi, sembra essere uscita dalla penna del Billy Joel più ispirato. Sicuramente il brano più riuscito dell'album. La stessa strada viene percorsa da "Don't Call Me Up", canzone da assaporare in compagnia di una bionda sugli sgabelli di un cocktail bar.

Dato il lauto sostentamento di cui Jagger può ampiamente godere, ci si può legittimamente domandare l'utilità di questo album. Il guaio è che non possiamo nemmeno invocare l'intervento di un Keith Richards a salvare la situazione: separati, fanno più danni, ma sicuramente di entità minore.


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3 dicembre 2001


Track list:

1. Visions Of Paradise
2. Joy
3. Dancing In The Starlight
4. God Gave Me Everything
5. Hide Away
6. Don't Call Me Up
7. Goddess In The Doorway
8. Lucky Day
9. Everybosy Getting High
10. Gun
11. Too Far Gone
11. Brand New Set Of Rules



I commenti
 
rob
17 aprile 2002
caro amico che parli male di mick mi sa tanto che tu non conosci
musica non conosci il r b informati poi ne parliamo

SYD
31 marzo 2002
SONO SUPERDACCORDO CON CAVALLARI, QUESTO CD E' UNA MERDA, I BRANI
FINALI INGUAIANO ANCORA DI + IL CD.........IL MIO CONSIGLIO NON COMPRATE
ASSOLUTAMENTE QUESTO ALBUM....MA RISPOLVERATE I CLASSICI DEGLI STONES


Ivano
17 febbraio 2002
dite quello che vi pare ma...per me il rock parla ancora con la boccaccia del "vecchio Mick"!...L'unico capace (insieme agli Stones), ancora oggi,di divulgare l'energia e la semplicità del rock in modo credibile.


MJrulez 6 febbraio 2002
Caro Matteo Cavallari, pensavo che la tua recensione fosse una presa in giro, uno scherzo.
Dì la verità, non pensi davvero quella montagna di porcate che hai scritto, vero?
L'album è grandioso, Mick Jagger è il Re Mida del rock...
Bono sul viale del tramonto? Dovresti vergognarti per un'affermazione del genere, e chi ti permette di scrivere delle cose del genere su questo sito dovrebbe forse dare una letta alle immani stronzate che riesce a partorire la tua mente.



trix 31 gennaio 2002
Grande critico musicale che è questo Matteo Cavallari!Non sarebbe degno nemmeno di pulire il culo al grandissimo Mick!!!Non solo dimostra di avere un cervello piccolino, ma, per giunta anche offuscato dalla più bieca ideologia!Non solo ha un modo di scrivere kitsch(mi riferisco al "consiglio" di ascoltare Mick gustando una birra o non so che altro, magari in compagnia di una bionda!!),ma ha delle idee per nulla originali: forse ripete quanto ha sentito dire da qualche altro "criticuccio"improvvisato come lui!
"Goddess in the doorway" è un cd che non ha bisogno di nessun commento, o meglio, di nessuna critica sia essa positiva o meno(certo, nel secondo caso,non al livello di quella di Cavallari!)Mick Jagger ha fatto un CD che è davvero un gioiello,prendiamo la canzone che apre il CD,il rock è dolce e graffiante;per non dire, poi,di "God gave me everything":puro rock degno dei mitici Rolling Stones...e tutte le altre...non butteresti via NESSUNA!!!
Lascia perdere Matteo....Non ti avvicinare ad una stella come Mick ti scotteresti perchè non ne sei degno!!!



Eric 10 gennaio 2002
Questo disco è veramente forte
Chi lo ha recensito male
vada da un medico....
ma forse è il solito musicista
fristrato che non è riuscito a combinar nulla



Arabe 8 gennaio 2002
Ma chi cazzo è quello che ha scritto tutte queste cazzate?Bono sul viale del tramonto?Paragoni con gli Stones?Io trovo l'album nuovo di Mick perfetto.Non trovo di meglio in giro.L'ho regalato ad una persona che non aveva mai sentito ne Mick jagger nè gli Stones.Non ascolta altro da qualche settimana.Comunque penso tu sia uno di quelli che ha contribuito a scalzare i Pink Floyd dal primo posto acquistando l'album della Pausini.Non mi permetto di criticarti per questo,ma non recensire album che sprizzano rock gia dalla custodia.


Netrunner 30 dicembre 2001
HO LETTO LA RECENZIONE RIGUARDO L'ULTIMO ALBUM DI MICK JAGGER E LA TROVO ALQUANTO VERGOGNOSA IN ALCUNI SUOI PASSI.
E' VERGOGNOSO DIRE CHE BONO DEGLI U2 SIA UNA STAR SULLA VIA DEL TRAMONTO. CARO AMICO HAI SCRITTO UNA GRAN CAZZATA.
POI NON TROVO AFFATTO FASTIDIOSA LA CHITARRA DI LENNY NEL BRANO "GOD GAVE ME EVERYTHING" ALTRA STUPIDAGGINE.
E POI NON CREDO SIA GIUSTO DA PARTE TUA CRITIACARE UNA ROCK STAR COME MICK JAGGER. TI SALUTO DICENDO CHE HAI SCRITTO MOLTE CAVOLATE CIAO



corrado 3 dicembre 2001
boh... probabilmente non è un gran disco... adesso come adesso preferisco il precedente "Wandering Spirit" (i primi due sono tranquillamente ignorabili...). Però ragazzi, finchè pretendiamo di fare confronti con Jumping Jack Flash o Street Fighting Man non finiamo da
nessuna parte! O meglio, finiamo a dire che i rolling dovevano ritirarsi nel '72, i pink floyd nel '75, gli U2 non so... all'inizio dei '90. Per carità, tutto può essere, ma non si possono troncare i "big" perchè hanno fatto la
storia del rock! Insomma il mio pensiero è questo: un album dei rolling, uno dei pink floyd o uno degli u2 (sono solo tre esempi...) non vanno recensiti solo con lo sguardo al passato, ma anche al presente: confrontiamo l'ultimo di jagger con altri album usciti quest'anno, non solo con canzoni da lui scritte un secolo fa!
Un saluto a tutti.

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