Come ripetono spesso i Sigur Ròs con un
orgoglio piuttosto autoironico, in Islanda gli
artisti passano molto tempo in studio perché c’è
poco altro da fare. Ebbene anche i Mùm non
sembrano avere poi tanto da fare lassù. E così
sono passati tre anni, con la fine definitiva del
sodalizio con le due gemelle immortalate dai Belle &
Sebastian nella copertina di “Fold Your Hands
Child, You Walk Like A Peasant” , per l’addio di
Kristìn Anna Valtýsdòttir che ha preferito
avventurarsi in un coraggioso progetto col marito
Avey Tare degli Animal Collective, per un nuovo
episodio della band che meglio ha saputo
rappresentare l’Islanda con Björk, i Gus Gus e i
sopra citati connazionali. Disco atteso e temuto,
dopo i primi segnali di cedimento avvertiti nel
deludente “Summer Make Good” - seguito dell’ottimo
“Yesterday Was Dramatic, But Today Is Ok” e del
capolavoro “Finally We Are No One” famoso per
essere stato concepito nella clausura di un faro –
che risentiva non poco della “fuga” dell’altra
gemella Gyda.
Non cambia troppo la formula in questo “Go Go
Smear The Poison Ivy” anche perché arriva con
Mr.Silla un’altra voce femminile, quella della
duttile violoncellista Hildur Gudnadottir, nel
tentativo di non deturpare la levità vocale dei
Mùm. Tentativo ambizioso, non del tutto riuscito,
ma tornare indietro sarebbe stato drammatico, per
usare un termine a loro caro. I reduci della
diaspora, i co-fondatori Gunnar Örn Tynes e Örvar
Þóreyjarson Smárason, decidono infatti di guardare
oltre. Senza grandi sconvolgimenti, forse. Nessuna
rinuncia a quella peculiare sinergia tra
un’impostazione classico-accademica negli
arrangiamenti (alla quale contribuiscono svariati
collaboratori dai nomi altrettanto impronunciabili
con fiati, archi, percussioni, tastiere e chissà
cos’altro) e il fascino per un’elettronica
minimalista, convulsa e rarefatta.
E’ esemplare il dialogo che apre il disco tra
archi e la singhiozzante base dai connotati
fortemente glitch, altra loro suggestione, su cui
si adagiano le voci in “Blessed Brambles” prima
dell’incursione dei fiati o la giocosa “They Made
Frogs Smoke ‘Til They Exploded” che ricorda certe
intuizioni sperimentali di Björk. La vena melodica
e la cura dei suoni non manca, né si cade in
momenti stucchevoli come nel precedente album. Ciò
che manca, semmai, è il filo conduttore tra un
brano e l’altro, quella continuità tra atmosfere
più che tra sonorità che rendeva l’ascolto di un
album dei Mùm un viaggio della mente, fuori da
ogni confine spazio-temporali. Così si passa da
momenti electro che sembrano venuti fuori dal
Giappone più che dall’Islanda con la voce svampita
della Gudnadottir che si insinua tra moog e
coloratissimi impasti sonori , “These Eyes Are
Berries”, a fasi più Mùm tra spigolosi
glockenspiel e i classici rumorini incastrati tra
un violino e una tromba, “Marmalade Fires” a
fughe, “Dancing Behind My Eyelids”, che fondono
l’effervescenza di Caribou alle progressioni dei
Lali Puna. E’ un’altalena emotiva, un continuo
sbalzo d’umore tra cieli tersi, “School Song
Misfortune”, e nuvole, nella funerea “I Was Her
Horse” in cui ci si allontana del tutto dalle
suggestioni classiche. Salvo riavvicinarvisi nel
cupo vintage-pop per pianoforte alla Air di “Moon
Pulse” e nell’avvolgente “A Little Bit, Sometimes”
con quell’organetto narrativo e quei fiati
incastonati tra la voce implorante e un beat
torbido. L’effetto, per rendere l’idea è quello di
un remix alla loro maniera di Yann Tiersen.
Formula che si ripete nella cinematografica
“Guilty Rocks”, apice e summa di questo quarto
album della band di Reykjavik.
L’inverno (ciò che non siamo mai stati
dopotutto), ammettono piuttosto
esplicitamente nell’inquietante accompagnamento da
piece teatrale che chiude l’album, “Winter (What
We Never Were After All)”, in cui danno un saggio
di quei panorami desolati ed eterei che sapevano
disegnare con esiti irripetibili.
Non resta che convincersi di avere un’altra
band davanti, insomma.
collegamenti su MusiKàl!
Mùm - Summer Make Good
Mùm - Concerto al Teatro Nuovo
(Ferrara)
Mùm - Intervista
(6-11-2003)
Mùm - Finally We Are No
One
Sigur Ròs - Takk
Sigur Ròs - ( )
Sigur Ròs - Agaetis
Byrjun
Belle & Sebastian
- la Kalporzgrafia
Bjork
- Volta
Bjork - Army of me: remixes and
covers
Bjork - Medùlla
Bjork
- Vespertine
Bjork - SelmaSongs
Bjork - Debut
Yann Tiersen
- Le fabuleux destin d'Amélie Poulain (O.S.T.)
Yann Tiersen - L'Absente
Lali Puna - Faking The Books
Lali Puna - Scary World Theory
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Collective - Feels
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Collective - Intervista (19-7-2004)
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Collective - Sung Tongs
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Collective - Here Comes The Indian