Dopo
i bagordi di Halloween, non è molta la
gente che accorre per gustarsi in anteprima i
brani del nuovo disco di Goodmorningboy, ed è
un vero peccato, perché, da quello che
si è potuto sentire ieri sera, tutto fa
sperare in un altro piccolo gioiello.
Aprono la serata i Pecksniff, ed è come
vedere sul palco sei bambini lasciati in libertà:
è divertente vederli giocare, vederli costruire
canzoni che volano via come schegge, tra tentativi
folk, handclapping, micro-accelerazioni punk e
un’enorme sfilata di strumenti giocattolo.
Un’atmosfera da stanza dei giochi che contagia
più o meno tutti, e il punto di forza dei
Pecksniff pare proprio quello di non prendersi
sul serio: bastano testi come”all the teachers
blah blah blah/ and all the children la la la”
per dare un’idea della loro esibizione.
Molto bravi davvero.
Non meno giocosa, e non meno divertente, è
stato il concerto di Goodmorningboy. Una serata
irripetibile, come lui stesso l’ha definita:
tra un abbassamento di voce, e una batteria elettronica
dotata di volontà propria (!), sfilano
molte canzoni del suo debutto, spesso totalmente
trasformate, e alcune del nuovo album in uscita
a inizio 2004.
Nonostante i problemi di cui sopra, tutto sembra
venirgli estremamente naturale, sia che imbracci
la chitarra (basti sentire come ha mutato “Lili”
in una lenta ballata acustica, dal trascinante
rock a presa rapida che era), sia che sieda al
piano. Cambiano molte cose rispetto al disco,
e anche la sognante “For the morning scope”
vive di vita nuova sotto i colpi delle due chitarre;
bello, come sempre, il folk pacificato e stonato
di “Snowfall”.
Impossibile dire, dopo averli ascoltati stasera,
come saranno i nuovi brani, ché la prevedibilità
non è certo tra le caratteristiche del
soggetto in questione; nonostante i problemi,
però, hanno retto bene la prova del palco,
e non fanno che aumentare l’attesa: cosa
diventerà una canzone come “Me, my
sister and John”? Rimaniamo ad attendere,
dunque, con nelle orecchie ancora la versione
improvvisata, con tanto di batteria elettronica
programmata a caso, di “Good morning blues”,
che ha chiuso una serata molto divertente. Meno
male che qualcuno, sul palco, ha ancora voglia
di giocare…