La grandezza della scena indipendente americana
sta proprio in dischi come quest'ultimo dei Microphones,
che magari fatichi anche a trovare qua da noi
e che per questo finiscono con l'esserti ancora
più cari. Qui ad esempio Phil Elvrum, l'uomo che
si nasconde dietro ai Microphones nonché membro
degli Old Time Relijun, lascia libero spazio alla
propria fantasia e tra canzoni e veri e propri
schizzi di follia musicale, costruisce un'opera
di oltre un'ora di durata senza mai tradire la
minima pretenziosità. Tutt'altro. Quello che colpisce
è invece proprio la quantità traboccante di idee
e di suoni e la freschezza con cui tutto questo
arriva.
Certo, "Glow Pt. 2" contiene della musica ben
strana. E' pieno di piccoli trucchi di produzione,
di rumori filtrati, di schegge strumentali costruite
con qualche arpeggio di chitarra acustica appena
accennato e un tappeto di rumori di fondo. Ma
si direbbe che questi siano diversivi, perché
quello a cui poi resti legato sono le canzoni
vere e proprie. Piccole gemme di cantautorato
in bassa fedeltà, tra Will Oldham e gli Sparklehorse,
spoglie eppure piene di lirismo. Lo è "I Want
Wind to Blow", che apre il disco con la sua atmosfera
rilassata e i suoi intrecci di chitarra acustica
e basso, e poi "Headless Horseman" e la dolce
nenia pianistica "My Roots Are Strong and Deep".
Quando invece affiora l'elettricità ci si muove
vicino allo spettro dei Dinosaur Jr., come in
"I Am Bored" o nell'attacco di "The Glow Pt.2",
che poi approda a una serena quiete acustica.
Altrove giungono momenti più bui, la tetra "The
Mansion" e sopratutto "Map" costruita sulle note
severe di un organo, in cui affiorano di nuovo
rumori filtrati e bizzarri rumori di sottofondo.
Ma "The Glow Pt. 2" è anche ricco di spiazzanti
melodie pop, magari ben nascoste sotto una coltre
di rumore ma pur sempre splendide melodie pop.
Si prenda come esempio "The Moon", in cui il suono
saturo di un organo e la ritmica sostenuta sembrano
quasi voler celare la bellezza scintillante della
musica, peraltro impreziosita dall'intervento
dei fiati. E si finisca tutto ascoltando la deliziosa
armonia acustica intitolata "I felt your shape",
un piccolo gioiello di dolcezza che finisce con
l'incantare.
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