Quando gli Orange Juice iniziarono la loro breve
avventura sul finire degli anni settanta, era
difficile prevedere che la Scozia avrebbe prodotto
alcune delle pagine migliori del rock degli anni
seguenti. Eppure negli ultimi vent'anni è
da lì che sono arrivati Jesus and Mary
Chain e My Bloody Valentine, Pastels e Teenage
Fan Club, Belle
and Sebastian e Delgados. In qualche modo
tutto ha avuto inizio con una piccola casa discografica,
la Postcards, che pubblicò una manciata
di singoli degli Orange Juice, prima che questi
scegliessero una major.
Venticinque anni dopo, quei brani e i pezzi incisi
dalla prima incarnazione del gruppo con il nome
di Ostrich Churchyard sono stati raccolti insieme
ad altro materiale da una casa discografica che
interpreta al meglio quello spirito e che proprio
grazie ad una formazione scozzese, Franz Ferdinand,
ha fatto fortuna. La musica costruita dal gruppo
guidato da Edwyn Collins è una deliziosa
miscela di pop rock indipendente che guarda all'irruenza
di certa new wave, ma trova ispirazione soprattutto
negli arpeggi di chitarra dei Byrds di Roger McGuinn,
omaggiato non a caso in "Consolation Prize".
Un po' come fanno nello stesso periodo gli Smiths
e i R.E.M., con grande personalità e con
canzoni che hanno conservato in modo inaspettato
tutta la propria freschezza, tanto che difficilmente
scoverete tra i dischi usciti negli ultimi anni
una melodia perfetta come la solare "Holiday
Himns".
Qualche leggera deviazione c’è.
Negli oltre sessanta minuti di "The Glasgow
School" ci si può imbattere nei sussulti
new wave di "Breakfast Time" o nella
furia di "I Don't Care", rabbiosa cover
dei Ramones. Ma più che altro l'album offre
deliziosi frammenti di melodia costruiti con un
eleganza ed una naturalezza che hanno eguali appunto
solo in classici come Smiths o R.E.M.. Canzoni
che coniugano urgenza e grazia, che poi è
il segreto dei grandi brani pop.
Il ritmo trattenuto di "Blue Boy" pronto
per esplodere nel ritornello, le due eccellenti
versioni di "Poor Old Soul" e l'irruenza
di "Love Sick". O ancora l'inizio sussurrato
di "Intuition Told Me Pt. 1" che sfocia
nel crescendo irresistibile di "Intuition
Told Me Pt. 2", la delicatezza degli arpeggi
di chitarra di "Dying Day", "In
a Nutshell" o di "Louise Louise",
con i richiami ai Velvet Underground del terzo
disco.
Il talento degli Orange Juice era semplicemente
riuscire a riscoprire l'innocenza di una canzone
di tre minuti, lontano dal ciarpame da classifica.
Che poi si spiega in una perfetta canzone d'amore
come "Consolation Prize", con quel finale
incantevole che dice "I'll never be mad enough
for you". Pura poesia. Un delitto non accorgersene.
collegamenti su MusiKàl!
Jesus And Mary Chain - Psychocandy
Teenage Fanclub - Man-Made
Belle and Sebastian - la Kalporzgrafia
R.E.M. - Around
The Sun (di Raffaele Meale)
R.E.M. - Around
The Sun (di M & R e Michele Camillò)
R.E.M. - Reveal
Franz Ferdinand - Franz
Ferdinand
The Byrds - Younger
Than Yesterday
The Smiths - The Smiths
Velvet Underground - White
Light/White Heat
Velvet Underground - Velvet
Underground & Nico
Ramones - Ramones