Dopo una pausa dovuta alla maternità,
Ginevra Di Marco è di nuovo in tour per
promuovere il suo secondo disco solista, quel
"Concerto
n.1 Smodato Temperante" che ripropone,
in chiave acustica, le canzoni del suo debutto
del 1999, "Trama tenue".
Spazio quindi a tappeti di suoni in prevalenza
minimi, soffusi ma non per questo pacificati.
Già dalle prime note di "Canto di
accoglienza" non si può non rimanere
a bocca aperta davanti a una voce immensa, capace
di fare propria ogni registro, ogni sfumatura,
ogni minima emozione. Sul palco Ginevra si fa
enorme, meravigliosa, solenne come una statua
e dolce come una madre. E' bello notare come gli
arrangiamenti delle canzoni siano mutati nuovamente
rispetto a come erano state fissate nel disco
dal vivo: una musica in continuo movimento, le
canzoni che continuano a cambiare e a crescere
insieme a chi le ha create.
Così, "Le grandi scoperte" si
libera dell'ultima strofa in origine cantata da
Max Gazzé e si dilata, mentre "3"
viene riproposta in chiave acustica e leggermente
accelerata nel ritmo. E' meraviglioso osservare
il volto di Ginevra mentre canta, quanto davvero
senta e viva le sue canzoni; il concerto decolla
sul sussurro inquietante che anima "Lilith",
e su una cover incredibile di "Where the
wild roses grow", la voce che si sdoppia
interpretando sia l'innocenza di Kylie Minogue
che la follia di Nick
Cave.
Ancora rapiti, assistiamo a un brusco risveglio:
Ginevra e Magnelli abbandonano il palco, lasciandolo
ai Ci s'ha, l'ennesimo gruppo che davamo per disperso
dopo il crollo del C.P.I. L'effetto è a
dir poco disastroso: una canzone simil-grunge
e una specie di filastrocca delirante l'atmosfera
che si era creata si dissolve bruscamente e lascia
tutti quantomeno disorientati. Non è un
giudizio negativo sui Ci s'ha, ma resta il fatto
che spezzare a metà un concerto così
bello con qualcosa che ha ben poco a che vedere
con esso è decisamente una pessima scelta.
Bene o male il concerto riprende, con una nuova
incantevole versione della ninnananna "Terraluna"
e una festante "Ederlezi"; nessuno vuole
che la magia finisca, e così Ginevra e
la band vengono richiamati per ben TRE (!) bis.
"Khorakhané" lascia tutti ammutoliti,
stupefatti: quanto può essere bella una
voce? Una tenerissima "Tempo di attesa",
puro momento di intimità tra Magnelli e
Ginevra, chiude il concerto, definitiva conferma
di un'artista che ha saputo pian piano ritagliarsi
uno spazio tutto suo in una realtà ingombrante
come erano i CSI,
e che dimostra di essere davvero grande e bellissima,
anche da sola.
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