Eccellente
artigiano pop fin dai tempi del binomio con Cathal
Coughlan nei dimenticati Microdisney, Sean O'Hagan
continua imperterrito lungo la strada sdrucciolata
e faticosa di una carriera solista impegnata a ricercare
magie, magari all'interno di un semplice MI-RE-LA.
Acclamato dalla stampa inglese come uno degli album
dell'anno, "Gideon Gaye" passa decisamente
la prova del recensore sud-europeo. O'Hagan ed i
suoi High Llamas confezionano un album davvero impeccabile,
in bilico tra atmosfere beatlesiane e beachboysiane,
con un tocco di imprevedibilità alla Steely
Dan nella meravigliosa "Checking In, Checking
Out", sorta di continuazione della splendida
"Brooklyn" presente nel primo album della
Ditta Becker & Fagen.
L'umore generale del disco è improntato ad
una serena malinconia (esempio lampante, "The
Dutchman"), con arrangiamenti pieni di archi
e cori finto stanchi alla Pink Floyd, assoli infiniti
di flauto very 70's nell'infinita dilatazione di
"Track Goes By", tocchi di xilofono a
rendere sempre più felpato il sound, avvicinandolo
ad un ipotetico ammaliante mix fra episodi di "Pet
Sounds", "Abbey Road" e stravaganti
gruppi di arcano folk-troglodita marca Normil Hawaiians.
Trance pop, forse questa è la chiave. La
Beta Band, qualche anno dopo, si è procurata
un ottimo duplicato.
1.
Giddy Strings
2. The Dutchman
3. Giddy And Gay
4. Easy Rod
5. Checking In, Checking Out
6. The Goat Strings
7. Up In The Hills
8. The Goat Looks On
9. Taog Skool No
10. Little Collie
11. Track Goes By
12. Let's Have Another Look
13. The Goat (Instrumental)