Dopo la data di presentazione del loro nuovo
imminente album, "Punk
not diet",
qualche giorno fa a Bologna, i Giardini Di Mirò
scelgono di giocare in casa per iniziare il loro
nuovo tour. Il loro live è aperto da un
set di musica elettronica della Morr Music, e
solo dopo mezzanotte il gruppo reggiano sale sul
palco ed inizia a suonare.
Una tromba morriconiana apre il sipario sulla
esibizione dei nostri, e da lì in poi sarà
un alternarsi continuo di sonorità ipnotiche
e circolari, di muri di rumore di chiara ispirazione
Mogwai (che, a dire la verità, si fanno
sempre più rari, soprattutto nelle canzoni
del nuovo album) e di un gusto melodico davvero
non comune.
La principale novità dei nuovi Giardini
Di Mirò, oltre ad avere cambiato batterista,
è sicuramente l'ingresso nella formazione
di un cantante, che arricchisce notevolmente la
proposta musicale del gruppo (anche se il cantato
mi è sembrato ancora piuttosto incerto):
non più solo post-rock, quindi, ma una
musica che sa accogliere in sé suggestioni
differenti, dal pop più sofisticato d'Oltremanica
a lievi tocchi indie-tronici, come dimostrano
una "Little victories" che sembra sfuggita
all'Ed Harcourt più placido, o a quella
"Yesterday" che, complice anche la voce
indolente del cantante, ricorda i movimenti malinconici
e struggenti degli Arab Strap, un gruppo al quale
i Giardini Di Mirò sembrano avvicinarsi
molto, soprattutto con le nuove canzoni.
Un concerto che ci ha regalato musica davvero
molto bella, anche se la scarsa durata (appena
più di un'ora) e l'atteggiamento dei musicisti
sul palco non proprio coinvolgente (per non dire
scazzato) hanno parzialmente rovinato l'atmosfera;
forse un light show più accurato e, perché
no, l'accompagnamento della musica con immagini
(come già fanno altre band come Madrigali
Magri e Votiva Lux, tanto per fare due esempi)
saprebbero aggiungere ulteriori suggestioni ad
una proposta musicale già di per sé
così immaginifica ed evocativa.
Non resta che attendere ancora qualche giorno
(fino al 16 maggio) per ascoltare questo "Punk
not
diet": la premessa, nonostante qualche sbavatura,
è stata davvero molto promettente.
collegamenti su MusiKàl!
Ed Harcourt - le
recensioni
Votiva Lux - Solaris
Madrigali Magri - Malacarne