Fa davvero bene osservare il pubblico che lentamente accorre
al Tunnel fino a riempire il locale, fa bene sentire gli applausi
riservati a questo piccolo grande gruppo, a questi musicisti
che qualche tempo fa sembravano essere dimenticati dal pubblico.
Howe Gelb mostra qualche capello grigio e un certo
distacco quando sale sul palco poco illuminato per
suonare chitarra e piano. Ma finisce presto per
sciogliersi e giocare con i suoi fidi compagni di
viaggio i Calexico Joe Burns, a contrabbasso e basso,
e John Convertino, alla batteria, accompagnati qui
da due musiciste che imbracciano chitarra e basso
e danno forza ai cori.
I Giant Sand si divertono e ridisegnano le loro canzoni, si
avventurano in strumentali vicino al jazz e dimostrano tutto
il proprio talento. Il pubblico applaude questo piccolo pezzo
di America nata negli anni ottanta e ancora in grado di emozionare.
Scorrono brani del recente passato, una splendida e energica
"Shiver", "Astonished (In Memphis)" resa come una malinconica
canzone jazz. Poi regala una rilettura di "Out On The Weekend"
di Neil Young e ancora tanta musica capace di entusiasmare.
La conclusione è affidata a "X-tra Wide", poi i Giant
Sand salutano e lasciano una splendida immagine di quello che
la musica riesce, a volte, ad essere.