Dare seguito ad un capolavoro è una faccenda
piuttosto complicata, ed è esattamente
quello che è successo ai Wilco, autori
giusto due anni fa di uno dei dischi più
importanti degli ultimi tempi, "Yankee
Foxtrot Hotel". Dall’uscita di
quel lavoro sono mutate diverse cose nel gruppo
americano. Sono cambiati alcuni musicisti ed è
cambiata la prospettiva della loro musica, che
grazie a quel disco è stata scoperta da
un pubblico più ampio. E’ rimasto
Jeff Tweedy, che dei Wilco è il motore
e la mente, ed è rimasto Jim O'Rourke,
che anche qui suona e produce insieme al gruppo
di Chicago.
In "A Ghost Is Born" Tweedy compie
l'unica scelta logica per un musicista coraggioso
come lui, gioca con tutta la propria creatività,
a rischio di costruire un disco troppo vario,
privo dell'unità stilistica che legava
le canzoni di "Yankee Foxtrot Hotel".
L’ex membro degli Uncle Tupelo rischia mettendo
in "A Ghost is Born" semplicemente tutto
quello che sente, e si avvertono la confusione
e il dolore che hanno attraversato la sua vita.
Ecco allora che tre minuti di una canzone lenta
e strabiliante come "Less Than You Think"
si perdono in un quarto d'ora di interferenze
e riverberi. Ecco i rumori di fondo che introducono
spesso i brani.
Tuttavia "A Ghost Is Born" non è
solo questo. Innanzi tutto è un disco più
vicino al rock del suo predecessore. Si scoprono
deliziose perle melodiche che guardano in modo
scoperto ai Beatles,
"Theologians" e "Hummingbird".
Si incontrano brani che bruciano di energia, "I'm
a Wheel", che ricorda i Replacements di metà
anni ottanta, e lo sgangherato ed irresistibile
episodio che chiude il disco, "The Late Greats".
Senza dimenticare la collezione di ballate di
cui è composta la spina dorsale del disco.
Da lì tutto prende il via con "At
Least That's What You Said", in cui dal tono
sconsolato di Tweedy e dalle note desolate di
un piano ci si inerpica in una coda strumentale
degna del migliore Neil
Young elettrico. Poco dopo il tono pacato
della splendida "Hell is Chrome" e il
suo crescere di intensità, sono uno dei
momenti migliori del disco. E poi scorrono altre
pagine di grande scrittura, "Wishful Thinking",
"Handshake Drugs" e "Company on
My Back".
Ad incantare arrivano poi i toni fragili, sospesi
tra Nick Drake
e i Radiohead,
di "Muzzle of Bees". Eppure giusto qualche
istante prima dieci minuti di contorti intrecci
chitarristici intitolati "Spiders (Kidsmoke)"
avevano complicato le cose fino a suonare stucchevoli.
Perché "A Ghost Is Born" non
è un capolavoro come "Yankee Foxtrot
Hotel", così pieno come è di
suoni ed idee, angoli da smussare, imperfezioni
da correggere. Eppure proprio per questi motivi
suona così vitale ed eccitante.
collegamenti su MusiKàl!
Wilco - Yankee
Hotel Foxtrot
Wilco - Concerto
a Chiari (BS)
Jim O'Rourke - I'm
Happy, And I'm Singing, And A 1,2,3,4
Jim O'Rourke - Insignificance
Beatles - la Kalporzgrafia
The Replacements - Let
It Be
Radiohead - la Kalporzgrafia
Nick Drake - la Kalporzgrafia
Neil Young - le
recensioni