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VIC CHESNUTT
Ghetto Bells (New West / Ird, 2005)
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recensione di Hamilton Santià scrivi un'email


Ascolti questo disco la prima volta, senti che c’è qualcosa di speciale ma sembra troppo intenso. Lo metti da parte per un po’. Poi lo riascolti una volta, e un’altra, e un’altra ancora e non riesci più a farne a meno. Sì perché nonostante una carriera e una produzione decisamente prolifiche, il Nostro non perde occasione per incantare ancora l’ingenuo ascoltatore con la sua poesia e la sua disarmante onestà.

Eccessiva prolissità? Noia? Manierismo? Tutte stronzate, “Ghetto Bells” è una grande raccolta di canzoni, commoventi, intensissime, dolorosissime ("Virginia" o "What Do You Mean?"). Assieme ad ospiti di assoluto rilievo – tra cui spiccano Bill Frisell alla chitarra, Van Dyke Parks al pianoforte e Don Heffington alla batteria – mister Chesnutt si mette ancora una volta a nudo per mostrarsi in tutto sé stesso, come è sempre stato solito fare, conscio di uno stile unico e riconoscibile dove il folk si mescola al rock d’autore con una perizia didascalica che ha dell’affascinante per perfezione. E con “Ghetto Bells” ritorna ai migliori livelli, quelli dove la musica e le parole si staccano dal proprio freddo pentagramma per attaccarsi alla carne con convinzione e – perché no? – presunzione.

Una musica che nonostante preferisca i toni sussurrati alla furia, ti aggredisce e ti ferisce con un’intensità che è veramente raro ascoltare. Impossibile stare impassibili davanti a canzoni come "Little Ceaser", "Got To Me" e "Forthright", così come significherebbe essere totalmente desensibilizzati davanti al fascino della “bellezza” accogliere con snobismo canzoni del calibro di "Vesuvius", della waitsiana "Gnats" e di "Ignorant People". E nonostante sia appurato che soffrire non è mai niente di positivo, con “Ghetto Bells” siamo davanti alla dimostrazione di come anche questo possa diventare qualcosa di – a modo suo – bellissimo, quando cullarsi nella malinconia non è più una semplice posa ma qualcosa di veramente significativo.

 



17 agosto 2005


Track list:

1. Virginia
2. Little Ceaser
3. What Do You Mean?
4. Got To Me
5. Ignorant People
6. Forthright
7. To Be With You
8. Vesuvius
9. Rambuctious Cloud
10. The Garden
11. Gnats



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