Quando gli Afterhours esordiscono sul mercato
italiano con "Germi" hanno già
una lunga vita alle spalle: nati sul finire degli
anni '80 a Milano, hanno raggiunto una certa notorietà
negli USA con i loro testi esclusivamente in inglese.
In Italia la loro fama rimane ristretta a pochi
cultori dell'underground. Nel 1994 gli viene offerta
la possibilità di partecipare all'Arezzo
Wave, dove presentano una versione allucinante
e distorta di "Mio fratello è figlio
unico", cavallo di battaglia del delirante
e rimpianto Rino Gaetano.
Nasce così l'idea di comporre un album
in italiano. Ormai il rock non è solo una
prerogativa anglosassone, come hanno dimostrato
gruppi come i CCCP, i primi Litfiba e l'esordio
sbalorditivo dei Marlene Kuntz. "Germi"
è il titolo perfetto per un album che darà
il via ad una stagione memorabile per il rock
italiano, a cavallo degli anni '90, e la title-track
lo dimostra ampiamente, con l'attacco di batteria
seguito dalla chitarra distorta e dalla voce possente
di Manuel Agnelli ("Inocula il mio germe,
forse se smetto di respirare se ne va via da sé").
L'argomento preferito dalla band è l'amore,
nostalgico come in "Plastilina" ("Poi
viene settembre e non ho avuto il tempo, nel sangue
scorre il seme, ma è un seme nero e lento"),
assoluto come nella straordinaria "Dentro
Marylin", brano rock perfetto, adagiato sulle
chitarre e su una lirica dolce e disperante, splendidamente
interpretata dalla voce duttile di Agnelli, anche
autore dei testi ("l'anima brucia più
di quanto illumini", "Io vengo dall'errore,
uno solo, del tutto inadatto al volo"), urticante
come nella trascinante "Ossigeno", già
presentata in inglese. Questo senza dimenticare
la follia pura di "Siete proprio dei pulcini",
dove Agnelli canta contemporaneamente il disprezzo
per i propri coetanei ("siete proprio dei
pulcini che mi va di mangiare. Cosa mi può
più interessare?") e la propria inadeguatezza
nel mondo ("Sono così dispiaciuto
che tu non riesca a capirlo, ho tutto in testa
ma non riesco a dirlo"), la rabbia melodica
di "Vieni dentro" ("sole bastardo
marcisci su di me"). Soprattutto il nitido
splendore di "Strategie", sovrainciso
dal solo cantante su un rudimentale 4 piste, accanto
ad una melodia pop-rock trascinante e affascinante,
ricco di una malizia piena di ironia ("scopami
fra fiori urlanti, strategie, insetti malvagi
da scacciare, maledire").
L'esordio degli Afterhours è notevole,
forse ancora non pienamente maturo - episodi come
"Pop" e "Giovane coglione"
non sono certo all'altezza del resto - ma già
cocciutamente deciso sulla linea melodica da intraprendere.
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