C'è chi in Italia, vende i dischi, tanti e vuole far
credere di fare l'artista, riuscendo solo molto bene a menarsela
con divismo esasperato. C'è anche chi in Italia suona
il Rock con la R maiuscola, usando il "Cuore" come strumento
principale. Sto parlando della storica Gang dei fratelli Marino
e Sandro Severini, oramai delle bandiere del vero e più
puro rock italiano.
Quello di sabato è stato un concerto a dir poco intenso,
sia dal punto di vista emotivo, che dal punto di vista musicale,
con la band giunta alla penultima data del loro "Controverso
tour" 2000, controverso il loro ultimo album e controversi gli
ultimi anni e mesi vissuti dalla band, già a partire
dal famoso
caso Wea, che avrebbe spezzato sicuramente le gambe ad un
qualsiasi musicista, ma non a dei combattenti nati, come la
Gang.
Nonostante le quarantatrè date sul groppone, tenute in
pochi mesi su e giù per lo stivale, la band ha dimostrato
una freschezza ed una energia sul palco veramente invidiabili.
Posso però anche dire che in Emilia e sopratutto nel
reggiano, il gruppo marchigiano ha come una seconda casa, con
molti amici e fan che costituiscono un pilastro molto importante
nell'ossatura di ogni loro concerto.
Sicuramente devo dire che conoscendoli da anni, quando suonano
da queste parti, danno il massimo e forse anche di più.
E un concerto della Gang è veramente qualcosa da vivere,
cantando, saltando ballando tutti assieme sotto al palco, con
ragazzi, ma anche non più giovanissimi, provenienti da
ogni parte d'Italia. Ebbene sì un concerto della Gang
è sempre una vera e propria festa. Già a partire
dalle prime note di "Socialdemocrazia" con cui anche sabato,
come da anni il gruppo ha aperto il concerto, per poi passare
a brani storici come "Bandito senza tempo" o alla "Pianura dei
sette fratelli", doveroso omaggio alla storia dei Cervi, che
la Gang è praticamente obbligata a suonare qundo si trova
in Emilia.
Spazio per l'energia di diversi pezzi del nuovo album, come
"prima della guerra" dove sarebbe un sogno prima o poi vedere
Joe Strummer affiancare Marino e Sandro sul palco...
Poi le note della struggente e per me molto malinconica "Paz"
ed altri brani da "Controverso" e da "Fuori dal
controllo", una su tutte "Dopo la pioggia" che a me ogni
volta fa rizzare 2 centimetri di pelle d'oca.
Finale sempre di gran Baracca, con "Kowalsky", seguito
dai bis di "I fought the law" e "La lotta continua",
oramai da protocollo, con i saluti e la sincera confessione
di Marino Severini, di come sia stato per loro molto bello e
molto importante questo tour estivo, lasciando un arrivederci
al prossimo inverno, per un'altra stagione di concerti nei locali
di tutt'Italia; ora et semper "Incazzatevi! perché fa
bene al cuore" e "la lotta continua".
SCALETTA
SOCIALDEMOCRAZIA
FINO ALLA FINE
QUANDO GLI ANGELI CANTANO
PRIMA DELLA GUERRA
BANDITO SENZA TEMPO
LA PIANURA DEI 7 FRATELLI
LAVAMI NEL SANGUE DEI MIEI NEMICI
PAZ
QUI
SE MI GUARDI VEDI
NON E' DI MAGGIO
DOPO LA PIOGGIA
COMANDANTE
KOVALSKY
I FOUGHT THE LAW
LA LOTTA CONTINUA