“La Fuga Dei Cervelli” è già in
giro dall’anno scorso e passando di mano in mano,
grazie ai prodigi della rete e dell’hype costruito
a dovere da alcune webzine, è diventato
una specie di piccolo culto indie ancora prima
di vedere le stampe. Parrebbe un piccolo miracolo.
Detto questo, i Carpacho! rientrano nel filone
del pop-intelligente che, date anche le capacità
minute in sede strumentale, punta quasi tutto
sull’impatto dei testi.
E proprio da questi possiamo farci una vaga idea
di con chi abbiamo a che fare: i Carpacho! sono
i tipici tizi che ti stanno sulle palle. Quelli
che pensano di essere arguti e brillanti e che
ci tengono a fartelo sapere. Quelli che vogliono
dimostrare di non prendersi sul serio, di essere
“cazzoni” (come ormai si autodefiniscono fieramente),
ma che fanno dell’occhio serio e distaccato il
loro leit motiv. Quelli che per apparire simpatici
(apparire, sia chiaro, non essere) metterebbero
in cartella stampa recensioni negative e ringrazierebbero
col sorriso una stroncatura alla quale si sentirebbero
ovviamente superiori.
Poi loro saranno sicuramente le persone più
piacevoli di questo mondo... peccato però
che l’antipatia e la supponenza che trasudano
da queste canzoni parlino per loro.
Talmente irritanti da riuscire a stamparti in
testa anche una melodia, quella di “C.A.R.P.A.C.H.O.”,
che parte dai Blur
di “Girls & Boys” per finire in una specie di
sigla di “Carletto Il Principe Dei Mostri”. E
trovarsi a canticchiarla dal nulla una mattina
che stai camminando per strada fa quasi male.
Ma fatto salvo per questo episodio e per un paio
di altri momenti davvero catchy come “Sensazionale!”
e il ritornello del singolo “Regole Per Un Cervello
Difettoso”, il resto viaggia sul noioso regime
di Baustelle
cantati senza il minimo spirito romantico ma con
il tono monocorde dei Velvet.
E allora davvero “Maledetto Il Trucco”, perché
se non si cercasse di ostentare un’intelligenza
in realtà nella media e un’urgenza comunicativa
da sbadiglio, questo disco (a meno che non ridotto
a ep, tenendo giusto i pezzi meno odiosi) si meriterebbe
la muffa degli scaffali di seconda mano.
Parrebbe un piccolo miracolo, dicevamo. Ma tanto
per rimanere nel filosofeggiare povero, l’apparenza
è ben lungi dall’essenza. Su ragazzi, più talento
e meno pose.
collegamenti su MusiKàl!
Blur - le
recensioni
Baustelle - le
recensioni