Trasferitosi a Londra dall'Australia con il suo
gruppo (i Birthday Party) per sfruttare l'elettrizzante
atmosfera londinese di fine anni '70, deluso da
ciò che vi ha trovato ("troppi gruppetti
che pensano che citare opere letterarie significhi
avere cultura") e trasferitosi di conseguenza
nella più vitale Berlino, Nick Cave fa
la conoscenza con un nuovo tipo di musica, mai
sentito prima: il rumore frastornante degli Einsturzende
Neubauten. E ne rimane affascinato, tanto da considerare
conclusa l'avventura dei Birthday Party e da dare
vita ad un nuovo gruppo musicale, che possa accompagnarlo
nella sua missione di devastazione del suono e
ricerca del silenzio melodico.Nascono da qui i
Bad Seeds, che accompagnano ancora il cantautore
australiano: del vecchio gruppo trattiene il polistrumentista
Mick Harvey, dagli Einsturzende prende in prestito
Blixa Bargeld.
La nuova ricerca di un minimalismo musicale parte
con l'omaggio dovuto al cantautore che più
di tutti ha incarnato lo spirito della semplicità
e del minimalismo: Leonard
Cohen, di cui viene ripresa - in versione
spettrale e devastata - la splendida ballata "Avalanche".
La voce profonda e carnale di Cave si adatta all'incedere
claustrofobico del basso e della chitarra, mentre
la batteria scuote l'aria con una veemenza da
marcia funebre. E questo è il piano ordito
da Cave, come dimostrano senza ombra di dubbio
canzoni come "Cabin Fever!" - fragorosa
e emozionante nel suo crescendo di suspense -,
"In the Ghetto" e "A Box for Black
Paul". Cave a volte usa la sua voce e gli
strumenti come una frusta per ricordare i canti
degli schiavi del sud, come nella splendida "Well
of Misery", dove l'immaginazione porta a
vedere piantagioni di cotone nell'Alabama, tempi
andati, frustrazione, ricerca di una libertà
negata da tutto ciò che contorna l'uomo,
primo fra tutti l'uomo stesso. Ma il capolavoro
dell'album è l'incredibile title-track,
deformazione del titolo del celeberrimo romanzo/film
"From Here To Eternity": un crescendo
continuo di emozioni, con le note di pianoforte
che segnano un divario nell'anima, che sezionano
il tempo e lo spazio, creano coordinate sconosciute
e se ne nutrono. Potere di una canzone unica,
esemplificazione della rabbia del Cave degli esordi,
potere compreso anche da Wim Wenders che vorrà,
nel 1987, Nick e i Bad Seeds in scena nel suo
celebre film "Il cielo sopra Berlino".
La mente di Cave è un mare in piena, la
sua forza dal vivo è impressionante - e
lo è tuttora, ho ancora in mente il concerto
di Milano -, la sua devastazione unica. La ricerca
della perfezione musicale non è finita,
il futuro riserverà ancora molte sorprese.
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Einsturzende Neubauten - Silence
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