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YES
Fragile (Atlantic, 1972)
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di Federico Olmi scrivi un'email

Yes - Fragile

Tony Kaye è sostituito alle tastiere da Rick Wakeman, autentico virtuoso, considerato uno dei più grandi di sempre nel suo settore. Per la verità la presenza di Wakeman non produce un salto qualitativo ulteriore rispetto a "The Yes Album". Il gruppo inglese aveva già raggiunto un alto livello: e Tony Kaye era già un eccellente strumentista. Il ’72 è comunque considerabile l’anno d’oro per eccellenza di Anderson e compagni: esso produrrà anche "Close to the Edge" e il live tour che porterà all’incisione di "Yessongs". Con "Fragile" gli Yes impongono definitivamente il loro stile e la loro musica: un progressive rock che, pur facendo della tecnica individuale uno dei suoi punti di forza, non eccede in virtuosismi gratuiti, come qualche sprovveduto ha talvolta affermato. E comunque non nelle realizzazioni migliori, che sono quelle che contano nella storia del rock. Brani come "Roundabout", "South Side of the Sky" o "Heart of the Sunrise": la loro complessità ritmico-melodica, in cui spicca la straordinaria voce di Jon Anderson, "l’usignolo del rock", capace di di reggere i toni cuti con naturalezza impressionante e senza cedimenti (e se vi mostrate scettici provate a cantare al suo stesso tono), non può lasciare indifferente l’ascoltatore attento. Certo c’è qualche elemento che si potrebbe definire superfluo, o quantomeno rinunciabile. Tale è, a nostro modesto avviso, la pur famosa "Cans and Brahms", breve rivisitazione "tastieristica" dell’arcinoto tema fondamentale del terzo tempo (Allegro giocoso) della quarta sinfonia di Johannes Brahms: un divertissement, in ogni caso gradevole, del talentuoso Wakeman; che qui compie un’operazione alla Keith Emerson, altro grande strumentista amante della musica classica. Anche un intermezzo quale "Five per Cent for Nothing" (35 secondi) si poteva tranquillamente tralasciare senza rompere alcun equilibrio. Con "Mood for a Day" Steve Howe ripete l’esperimento già riuscito con "The Clap": un pezzo per sola chitarra acustica di tecnica eccelsa. Compositivamente, a nostro modo di sentire, è persino superiore al primogenito. Bella la ripresa a sorpresa di "We have Heaven" alla fine di "Heart of…", che chiude l’album. Il brano migliore? Non sapremmo: forse "Roundabout", forse "South Side…", dall’esordio memorabile, dove il basso potente di Squire sovrintende alle danze, cioè alla perentoria chitarra di Howe. In definitiva "Fragile" cede un poco in compattezza all’album precedente degli Yes, ma è opera senz’altro di prim’ordine.

La bella copertina è la prima che porti la firma di Roger Dean, d’ora in poi abituale collaboratore del gruppo.


30 novembre 2000


Track list:


1. Roundabout
2. Cans and Brahms
3. We have Heaven
4. South Side of the Sky
5. Five per Cent for Nothing
6. Long Distance Runaround
7. The Fish (Shindleria Praematurus)
8. Mood for a Day
9. Heart of the Sunrise



I commenti
 
faccio puzza
15 agosto 2003
paura


Jimmi Gillian
29 marzo 2002
Le prime note di Roundabout mi hanno profondamente colpito: semplici accordi di chitarra acustica riescono a darti una pace immortale...


patrick everett
8 gennaio 2002
cosa dire? forse non ci sono parole, o forse si? Piu' che altro contano le emozioni e come gli Yes non ho mai sentito niente!
Oltre le qualita' individuali, fantasia, capacita' compositive stratosferiche, impossibili da pensare, figuriamoci da realizzare. Ad ogni brano ti stupisci e chiedi:ma comefanno?



salta
4 giugno 2001
cosa volete, quando si fa musica PER la musica
poi escono 'sti capolavori che rizzano i peli anche 30 anni dopo



Alessandro
1 giugno 2001
Un'icona del progressive.Quando l'ho ascoltato x la prima
volta i
miei neuroni mi hanno detto in coro:"ragazzo,questa è la musica che hai
sempre voluto scrivere..".Gli Yes sono eccezionali.Dovrebbero essere
insegnati in ogni luogo in cui si insegni a fare Musica con la M
maiuscola!Ascoltarlo è come andare su un'altra dimensione.Gli Yes sono
stati
tra i pochi ad attingere dalla loro sterminata cultura e tecnica senza
metter da parte,anzi,vlorizzandola,la musicalita.Non come tanti
pseudo-musicisti che vengono osannati come dei solo xke vanno "a 200 di
matronomo" senza darti emozioni,ma solo rumori.Ascoltate il Progressive
e
poi mi dite,ragazzi...questa è la Musica x eccelenza!


Paolo"blackmore" 18 aprile 2001
COSA VUOL DIRE "SUONARE"?
Basta ascoltare questa icona musicale e farla ascoltare a più gente possibile...forse finalmente riusciremo a creare una cultura musicale abbastanza matura da evitare che radio&TV ci propinino sempre le solite cavolate, facendo credere alle nuove leve che si tratti effettivamente di musica!



maxmuccablu 22 marzo 2001
"Roundabout" DA SOLA vale il disco!! Se poi aggiungete "Heart of the sunrise", "South side of the sky" e "The fish" (grande Squire!), si deduce che nessun amante della buona musica può fare a meno di questo capolavoro


Marcy 30 gennaio 2001
Non riesco a capire come si possa fare della musica di questo livello. Non è umanamente possibile.
Eppure gli Yes ci sono riusciti!!!!


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