Come ci rivelano le note della Fosbury, Paul+Paula
sono quattro ragazzi di Verbania che amano il
portoghese, e per questo hanno deciso di chiamare
il loro esordio col bizzarro titolo "Fotografei
Voce na Minha Rolleyflex", cantano in inglese
e suonano canzoni sghembe. Nel senso che i brani
non finiscono mai come ti aspetti e anche quando
le cose sembrano filare lisce c'è sempre
qualche piccolo dettaglio che ti sorprende.
L'aspetto migliore è che i pezzi sono
davvero incantevoli, schegge taglienti in bassa
fedeltà da cui emergono melodie deliziose.
I riferimenti sono al meglio del rock indipendente
americano, ai primi Pavement, ai Sonic
Youth più melodici, ai Built To Spill
e ai Pixies.
Prendete i due minuti micidiali che portano il
titolo di "Julies got a heartquake",
il ritmo indolente e quasi sognante di "Vanity
deserves me", o ancora le chitarre aspre
della deliziosa "Backseat (a fake)".
Piccoli esempi di quello che Paul+Paula riescono
a creare, brani ruvidi, irregolari, eppure incantevoli,
che dal caos fanno emergere melodie irresistibili.
In mezzo ci sono anche brevissimi intermezzi
strumentali dai titoli improbabili, "Uma
outra maneira para fazer (eletronica uma megaçao)"
o ".", ma anche momenti più articolati.
Le code rumoristiche di "Approximate to one
inch your way to lose control", in cui spunta
il flicorno soprano di Gomez Piruzi, e della conclusiva
"The state you put me in...Fotografei Voce
na Minha Rolleyflex" costruiscono trame più
complesse senza perdere un grammo di urgenza espressiva.
Un disco che trasmette entusiasmo e voglia di
suonare. Un grande esordio.
collegamenti su MusiKàl!
Sonic Youth - la
Kalporzgrafia
Pixies - la
Kalporzgrafia
Built To Spill - Ancient
Melody Of The Future
Intervista
alla Fosbury Records