Il primogenito è morto. Il secondo album
solista dell'ex leader dei Birthday Party è
sulla stessa lunghezza d'onda ideologica dell'esordio,
l'eccellente "From Her To Eternity".
Ancora accompagnato dai Bad Seeds - a Bargeld
e Mick Harvey si aggiunge anche Barry Adamson
-, ancora con in mente spettrali memorie e storie
di scomparsa, rinascita, pioggia e devastazione
dell'anima, Cave scrive in quest'album alcune
dei suoi brani fondamentali.
L'angoscia è il sentimento più
comune all'ascolto delle otto tracce, quell'angoscia
che ti si attacca addosso, ti perseguita, ti insegue,
modellata sulla voce catatombale e carica di rabbia
e rassegnazione. Una voce che è quasi uno
strumento aggiunto, come nell'onomatopeico attacco
di "Train Long-Suffering", una delle
suite più riuscite, incalzante canto da
lavoro, come piace molto al cantautore australiano
in questo periodo - e "Well of Misery"
dell'album d'esordio ne è la controprova.
Come il lavoro sia intriso di reminiscenze da
film hollywoodiano, di ricordi impossibili e di
suggestioni dettate dalla cultura americana degli
stati del sud, emerge palese nella canzone guida,
il brano che per lungo tempo accompagnerà
il nome di Cave sulla bocca degli addetti ai lavori
e degli appassionati: "Tupelo". La canzone
narra di una tempesta improvvisa che si abbatte
sulla città di Tupelo: abbondano i riferimenti
ai cataclismi biblici, ai segni premonitori della
nascita di Cristo, e Nick ricollega la nascita
del figlio di Dio per i cristiani alla nascita
di quello che fu definito "il re del rock",
ovvero Elvis Presley. E c'è sempre stato
chi ha ritenuto Cave un cantautore troppo serioso!!!
Altri capolavori sono sicuramente "Say Goodbye
to the Little Girl Tree", che anticipa le
"murder ballads" che esploderanno di
lì a poco come punto fermo della musica
di Cave. Qui si narra di un uomo il cui amore
per una bambina lo porta a desiderare che lei
non cresca mai; l'anomalia rispetto allo schema
classico della ballata omicida è
che qui l'uomo, invece di uccidere, finisce per
uccidersi. "Knockin' On Joe", sorretta
dal pianoforte e dall'armonica è una straziante
ballata su un carcerato che, dopo aver tentato
l'autolesionismo, trova una speranza nella memoria
della donna amata. C'è poi spazio per la
cover di "Wanted Man" di Bob Dylan e
per i due brani finali, che vanno a chiudere un
album egregio, ispirato dai demoni interiori di
Cave come dal blues, da Elvis Presley come da
John Lee Hooker.
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