Le canzoni di Polly Paulusma sono sempre sembrate
urgenti, necessarie; magari trasfigurate da parole
poetiche o da riferimenti più o meno alti
(dalla Bibbia a Neil
Young, dalle favole dei fratelli Grimm ai
notiziari tv – come riferisce il booklet
di “Fingers and thumbs”), ma necessarie.
Necessarie e gentili: con quella voce limpida,
educatamente sospesa tra folk e jazz, non riuscirei
nemmeno volendo ad immaginarla urlare, a sfogare
la rabbia con aggressività, nemmeno ora
che la chitarra elettrica è diventata il
suo strumento.
"Fingers and thumbs”, il suo secondo
album, è figlio di un periodo complicato
e della serenità ritrovata grazie alla
nascita di una bambina, e fin dal titolo suggerisce
intimità e dolcezza: è ciò
che traspare anche dalle dieci canzoni del disco,
che alza i volumi rimanendo pacato, ingrossa le
distorsioni (l’iniziale “Godgrudge”
si chiude con un crescendo non distante da quello
di “The sky is a landfill” di Jeff
Buckley, ma infinitamente meno rabbioso) senza
esagerare mai.
Il problema di questo disco, semmai, è
un altro: lascia freddi. Laddove l’esordio
vibrava caldo e sincero come gli strumenti acustici
di cui la voce si era circondata, questo suona
perfettino, senza sbavature; l’impressione
è che sia proprio la produzione di Ken
Nelson ad aver soffocato l’emotività
di queste canzoni che sono sì belle, ma
niente di più. Si fanno ascoltare, e spesso;
ma non c’è niente di cui innamorarsi
davvero, qui: una “Day one” col cuore
in mano, il folk dolcemente elettrificato di “This
one I made for you”, e la lunga “All
the time” che guarda ammirata Neil Young
si avvicinano alle meraviglie dell’esordio;
la voce che elegantemente si arresta per far correre
il basso in “Ready or not” strappa
un sorriso, ma non c’è niente da
fare: un vago senso di delusione rimane.
È che “Scissors
in my pocket” aveva avvicinato davvero
Polly Paulusma ad artiste immense come Joni Mitchell
e Carole King, mentre qui i paragoni, se devono
essere spesi, ripiegano su Lori Carson, o Sarah
MacLachlan, o su molto innocuo folk-rock al femminile.
Come si potrebbe non essere delusi?
collegamenti su MusiKàl!
Polly Paulusma - Intervista
(12-4-2005)
Polly Paulusma - Scissors
In My Pocket
Neil Young - le
recensioni
Jeff Buckley - le
recensioni
Carole King - Tapestry
Joni Mitchell - Blue