A distanza di due settimane dal primo
festival kalporziano, torno sul luogo del
delitto per assistere ad una tappa del tour di
Fiamma, non a caso chiamato "Intimaelettronica":
un nome perfetto per descrivere la musica proposta
dal quartetto.
Le tre donne della band guadagnano il proscenio,
lasciando ad Alberto Cottica, già fisarmonicista
dei primi Modena City Ramblers, il ruolo di regista
occulto del concerto (lo vedremo dividersi tra
chitarre, fisarmonica e tastiere per buona parte
del set), e per circa novanta minuti il concerto
si trasforma in un piacevole viaggio dentro a
ciò che la musica elettronica ha regalato
al pop negli ultimi vent'anni, ma con un piglio
assolutamente particolare dovuto all'uso di strumenti
tradizionali come la piva emiliana e la fisarmonica.
A guadagnare facilmente l'attenzione di tutti
i presenti, ma forse non ci sarà nemmeno
più bisogno di dirlo, è la voce
incantevole di Fiamma: una varietà di toni
e una padronanza tecnica da lasciare senza fiato;
per lei gli inevitabili paragoni sono tutti altissimi
e ingombranti, ma assolutamente meritati.
"Non c'è tempo", con il suo
buffo coro giapponese (su disco affidato a Cristina
Donà) apre il concerto, che prosegue
con canzoni ora dolcissime, come "L'ultima
volta", ora decisamente più movimentate,
come nella danza scatenata di quella "Tre
sorelle" ripescata da "1.0", il
debutto dei Fiamma Fumana che presto avrà
un seguito, ma anche il martellare techno di "Haiku",
dove ancora una volta le acrobazie vocali di Fiamma
lasciano di stucco non solo il pubblico, ma anche
lo stesso Alberto Cottica, che spesso durante
il concerto si lascia sfuggire smorfie di meraviglie
per quello che la piccola cantante riesce a fare
davanti a un microfono.
Un concerto godibilissimo, che a tratti diventa
davvero emozionante: prima dell'attacco della
stupenda "Mantra", Fiamma dedica il
concerto alla Pace e a tutti quelli che hanno
potuto partecipare alle manifestazioni dello scorso
sabato, appendendo (non senza difficoltà
)
una bandiera della Pace al muro sul fondo del
palco; "Cecilia" viene proposta in una
versione non dissimile dall'originale, ma è
cantata con un trasporto davvero unico, e commovente.
Non prima di aver cantato un paio di cover ("Palpitazione
tenue" dei CSI,
in un duo virtuale con Ferretti, alla quale Fiamma
toglie un po' di solennità, e la celebre
"7 seconds" di Youssou 'n Dour e Neneh
Cherry), il concerto si conclude con una maestosa
"Bella ciao" nella versione delle Mondine.
Un live act davvero bello, che conferma quanto
di buono i Fiamma Fumana e "Contatto"
avevano fatto intendere: una voce e una band di
grande talento, che tenta di staccarsi man mano
dai riconoscibili modelli che ancora ha (significativa
l'assenza della cover di "Jòga"
dalla scaletta), e che già ora riesce ad
emozionare, e non poco.
collegamenti su MusiKàl!
Intervista
a Fiamma
Cristina Donà - le
recensioni
CSI - la Kalporzgrafia