Sono trascorsi pochi mesi dalla nascita dell’ultima
opera, “Pushing The Senses” (Echo,
2005), e, finalmente, i britannici Feeder sfiorano
la penisola con un’unica data milanese.
Così, i Magazzini Generali diventano tempio
pronto ad accogliere le sonorità raffinatamente
brit del gruppo di Grant Nicholas (voce e chitarra),
Taka Hirose (basso) e Mark Richardson (batteria),
già ben noto membro degli Skunk Anansie.
Pop che si presenta nella sua migliore semplicità
già dall’ouverture, con un’eterea
e malinconica “Feeling A Moment”,
come in “Frequency”: altro estratto
dall’ultimo lavoro e che lascia spazio ad
una sentita interpretazione di Nicholas. E, se
proprio le tracce di “Pushing The Senses”
sono stelle delle serata, non risplendono da meno
i ricordi di album passati della band, esordiente
ormai otto anni fa con “Polithene”
(Echo, 1997). Proprio da questo disco è
tratta “Descend”, dalla melodia che
si svela poco a poco su di un lungo arpeggio ipnotico,
poggiando sulla solida base ritmica di Richardson,
il cui talento non manca di spiccare per tutto
il corso del concerto.
Eppure, nonostante il gruppo sembri così
a suo agio tra note pacate e dal sapore di felicità
perduta, non va sottovalutata, ne’ tanto
meno dimenticata, una grinta tutta rock, che si
nota in uno dei pezzi meritevoli di aver conferito
successo alla band, quale “Just A Day”.
Venature più grintose a parte, che riconducono
anche alle origini della band, uno dei momenti
più coinvolgenti della serata torna ad
inserirsi nella loro anima più melodica:
una struggente “Pain On Pain”, eseguita
al pianoforte dallo stesso frontman in un’atmosfera
dove la voce stessa è incanto ed emozione.
E, probabilmente, è proprio quest’ultima
la chiave per scoprire ogni canzone dei Feeder,
probabilmente è sempre questo il leitmotiv
che rende ogni loro live tanto prezioso, senza
la particolare necessità di slanci virtuosistici
od effetti speciali vari. Di nuovo, probabilmente,
proprio dove molti sembrano aver perso questa
chiave, la chiave dell’essenza, la band
riesce, e lo dimostra soprattutto di fronte al
proprio pubblico, catturandolo con i propri accordi
ed i propri versi.