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FATBOY SLIM
Serata MTV ai Magazzini Generali di Milano (9 giugno 2001)
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di Ivan Gamberini scrivi un'email

"BRIGHTON ROCKERS R FUCKIN' IN HEAVEN"
Così recitava lo striscione partorito da due giovani focose fans di Fatboy Slim, piazzate a ridosso della consolle dove con pazienza certosina (ingannata da qualche birra) hanno aspettato l'arrivo del loro idolo.
Ed all'1 e 30 precise Mr. Norman Cook è apparso in camicia hawaiana d'ordinanza (la stessa vista addosso ad Enzo Iacchetti il giorno dopo in collegamento televisivo from NY!), allegro, pimpante, contagioso e con un solo semplice obiettivo: "I WANT YOU TO FEEL GREAT" ha scritto di suo pugno sulla copertina ancora immacolata di uno dei dischi estratti dal bauletto delle meraviglie, mostrandocelo a più riprese quasi ce ne fossimo nel frattempo dimenticati…

Fino ad allora i piatti erano stati appannaggio dei ragazzi del Maffia Soundsystem, i quali hanno collaudato la solidità della struttura ospitante con un bombardamento di suoni elettronici a prova di woofer & subwoofer. Breakbeat in tutte le sue sfumature per un'overdose di basso sintetizzato e di ritmiche contorte e frammentate, totale assenza di melodia e di accenni vocali, un'apertura non certo canonica bensì veemente ed aggressiva, poco compiacente verso i nostri timpani ed ancor meno con l'idea convenzionale di musica da ballo.
Il passaggio del testimone nelle mani di Richard Scanty Sandwich segna l'ammorbidimento delle atmosfere verso una house sempre piuttosto energica ma decisamente più ballabile, con bassline "tradizionali" e sonorità pur sempre d'impatto (il top raggiunto con "Where's Your Head At" dei Basement Jaxx) ma ora fluide e rassicuranti. Niente a che vedere con l'hit che lo ha reso popolare giusto ad un anno di questi tempi (il downtempo "Because Of You", parodia big beat di un famoso brano 70's dei Jackson Five), ma comunque il tranquillo e pacioso Richard ha saputo prendere per mano il pubblico nella crescente attesa per il DJ set del suo celebre pigmalione.

A distanza di 8 mesi dalla performance tenuta nei locali del Maffia Music Club, il ritorno di Fatboy Slim in terra italiana viene a consolidare il successo ottenuto da "Halfway Between The Gutter and The Stars"; nonostante ciò, è giusto riconoscere che l'esibizione del poliedrico music-maker è tutt'altro che autocelebrativa. Dopo un divertente omaggio allo sponsor della serata (parte "Salta 2000" di King Africa e Norman/Quentin con mimica decisamente simpatica ed eloquente ci fa capire che non è stata opera sua), si aprono le danze con una sequenza di citazioni che abbracciano l'intera storia della dance music (e non solo), gestite con ottima tecnica di taglia-e-cuci e con quel pizzico di stravaganza geniale che tutti gli riconosciamo.
Siamo di fronte ad un vero artista che indiscutibilmente amplia il concetto del DJ selezionatore: Fatboy non suona un disco "ufficiale" che sia uno (ad eccezione dell'a-cappella di "Finally" by Ce Ce Penistone, con il quale ottiene i break più apprezzati), ma anzi continua ad estrarre a getto continuo vinili misconosciuti, con copertine estemporanee ed etichette pasticciate a pennarello, frutto di produzioni casalinghe proprie o pervenutegli da chissà quali canali sotterranei. In pratica è un artigiano che si porta il lavoro da casa, è un messaggero che divulga quelle alchimie che frullano per la testa sua e di qualche suo folle discepolo, è un affabulatore istrionico capace di far apparire improvvisato uno show forse più collaudato di un musical teatrale.

Giusto il tempo di testimoniare che il big beat non è ancora morto che "Star 69" (il singolo attualmente in promozione) ci introduce al corpo centrale del concerto: e qui i suoni si fanno più duri, decisamente più acidi ed emerge l'anima techno dell'ex bassista degli Housemartins. La cadenza diventa ossessiva (non per niente vi trova posto un altro estratto dall'ultimo album: "Retox") e nel contempo si riduce lo spazio per i "divertissements" da virtuoso dei piatti. Ora è la tecnologia digitale a prendere il sopravvento e Norman personalizza la sequenza giocando in diretta con le diavolerie che così bene conosce in studio: delays, loop ed equalizzazioni estreme sempre ben accolte dalla folla danzante.

Chiusura con suoni in libertà: un minestrone di atmosfere balearic (in onore ad Ibiza, virtuale location della serata nonché terra natale della "summer of love" a lui cara), garage e tech-house introdotte da una inedita versione 2step di "So Fresh, So Clean", attualissimo hit degli Outkast. Dopo un remix ultraterreno di "Sunset (Bird of Prey)", il ragazzo grasso-magro si congeda con una session jazzy-swing dell'evergreen "Louie Louie" di belushiana memoria. Giusto per non dimenticare che comunque la si suoni, la musica è soprattutto divertimento… Sono già le 3 e mezza, la festa può finire qui.



Recensioni collegate
Fatboy Slim - Halfway Between the Gutter and the Stars
Fatboy Slim - Star 69 (12")
Fatboy Slim - Demons (12")
King Africa - Salta + La bomba (12")
Outkast - Stankonia




20 giugno 2001




I commenti
 
27 agosto 2002
Io c'ero... contento di essereuno dei "pochi fortunati" che sono riusciti a vedere un EXTRATERRESTRE di Brighton dal vivo.
Unico commento: STREPITOSO!



bebop 20 giugno 2001
per fortuna che c'è kalporz...

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