Eccoli finalmente! Se ne sono stati nell'underground di Detroit
per un bel po' di tempo, ma ora li potete trovare anche qua,
in Italia. A dire il vero è proprio la prima uscita
ufficiale, anche per gli americani. Solo che dalle loro parti
erano già ben noti. Specie Jay Dee, il produttore e
grande mago del trio, finalmente libero. Liberato dall'hip
hop maturo di questi anni, che ci ha fatto conoscere i vari
Jurassic 5, i Blackalicious, i Dilated Peoples. E gli Slum
Village, magari non su quelle altezze, ma andiamo! Sono fuori!
Ci aspettiamo grandi cose da loro.
Intanto l'impatto musicale. Secco, essenziale, teso. Al primo
ascolto sembrerebbe spoglio, spoglio nel senso brutto, nel
senso di sguarnito, insipido. In realtà la musica di
Jay Dee è letteralmente indistruttibile. Guardate la
track list, partecipano tra gli altri Busta Rhymes e D'Angelo.
Cosa c'entra Busta con un soul-men come D'Angelo? Sarà
strano, ma Jay Dee li tratta allo stesso modo. Lo stile, il
suono non cambia, per il rap e per l'R&B. Va ascoltato,
credete ne vale la pena. Del resto è ben rodato. Jay
Dee (ex The Ummah) ha punteggiato la storia dell'hip hop di
collaborazioni storiche, tra cui in quell'"Illadelph
Halflife" recente Ever-Kalporz. Poi Pharcyde, A Tribe
Called Quest, Common... Dovrebbe bastare, come biglietto da
visita. Fatto sta che con tanta carriera alle spalle, gli
Slum stavano diventando una leggenda. La leggenda però
si deve manifestare, e resistere allo sguardo di chi ne professava
il culto. In due parole, gli Slum avevano una folla di seguaci
prima del loro debutto discografico. E ora? Ora è meno
roseo. "Fantastic Volume II" è un album più
che valido, qua e là esaltante, ma proprio non un classico.
Veniamo allora al resto del trio, ai due mc. Baatin e T3
hanno infarcito il beat del loro compagno con un'altra versione
del money, bitch, drugs. Se per voi va bene, è
il vostro album. A me non disturbano per niente, discorsi
come questo, ma mi rendo conto che tanta gente non ne possa
più del solito bombardamento alla west coast. West
coast... Sto generalizzando un po' troppo, torniamo agli Slum.
I feat sono tanti e prestigiosi, e ben sfruttati direi. Le
loro tracce sono belle tracce, solo che sono ospiti. La regola
non cambia, dentro agli Slum l'mc deve sottostare al beat
di Jay Dee. E così sentirete Q-Tip, Kurupt e due guest
storici come Pete Rock e Jazzy Jeff, in ottima forma ma un
po' strettini, un po' mortificati. Fanno un buon lavoro, intendiamoci!
Solo che il rappato sta in disparte, qui dagli Slum.
Fuori dai bootleg, gli Slum lavorano ancora bene. Soprattutto
al mixer, appunto. I rap, le liriche sono un appoggio che
non deve guastare il battito della produzione. Per questa
ragione la zona più felice dell'album sono le ultime
otto-nove tracce, la seconda metà insomma. I feat stanno
quasi tutti nell'altra metà, e danno solidità
al lavoro. Solo che chi si compra questo "Fantastic Volume
II" vuole ascoltare le basi, il lavoro del producer.
Che nella versione rodata del trio ha un altro passo. Non
voglio dire che i feat impoveriscano l'album, non lo impoveriscono
affatto. Danno sostanza, ma il piatto forte gli Slum lo servono
quando fanno da soli.