I Blonde
Redhead, abbandonata la Smell Like Records,
si affiliano alla Touch and Go. La produzione
passa in mano a John Goodmanson, che affianca
la band nel tentativo di elaborare ulteriormente
il suono.
Tutte le canzoni sono registrate nell'ottobre
del 1996 nello studio della Touch and Go, tranne
"Bipolar" e "Oh James", registrate
nel vecchio studio di Hoboken, sempre a New York.
Già l'attacco di "Kazuality"
mostra una novità importante: una tastiera
campionata accompagna il solito stridore delle
chitarre, prima che queste prendano nettamente
il sopravvento. I Blonde Redhead sembrano interessarsi
alle possibilità di mescolare rock ed elettronica,
come altri gruppi stanno già sperimentando,
ma lo fanno ancora in maniera molto timida, utilizzando
le tastiere più che altro per adornare
i contorni delle canzoni. Comunque le loro chitarre
non sono mai state così distorte, come
nella seguente sinfonia del triplice - questo
del triplo diventerà un punto ricorrente
-. Importante anche l'apporto del basso, suonato
per l'occasione da Vern Rumsey degli Unwound.
"Water" sembra anticipare in pieno
l'album seguente, di nuovo le tastiere campionate
danno il via a "Ego Maniac Kid", solito
brano di rilassamento, cantato con dolcezza da
Kazu. Ma il punto più alto dell'album è
la sublime "Pier Paolo", logicamente
dedicata a Pasolini - il cui nome compare anche
nei ringraziamenti - dal testo intenso ("A
pice in a world an expression no salt no tears,
cautiously with you on detention i submit and
you smile") e che si riallaccia alle sonorità
dei Fugazi. La collaborazione con il gruppo capitanato
da Guy Picciotto continua anche nelle numerose
tournée affrontate insieme.
Esaurito il debito con Pasolini i Blonde Redhead
ritornano alle distorsioni urlate in "Oh
James" e nella finale "Futurism vs.
Passéism", degna conclusione di un
album nevrotico, mentalmente esaurito, energico
e fragile allo stesso tempo, in rotta di collisione
sia con il proprio passato che con il proprio
futuro. A corollario del tutto, nel libretto,
la seguenti frase: "Amo tutti esattamente
allo stesso modo".
Un velato senso di insicurezza che spinge i componenti
del gruppo a fare del book un album di fotografie,
istantanee che si aggrappano ai volti cercando
di immergerli nella musica. Un momento di debolezza
combattuto con le armi migliori, un punto di passaggio
che diventa fondamentale proprio nella sua imperfezione
e che trarrà spunto per il futuro proprio
da questa imperfezione.
collegamenti su MusiKàl!
Blonde Redhead - la
Kalporgrafia
Fugazi - Argument