La storia si ripete. Una casa discografica ritiene
che un disco abbia scarso potenziale commerciale
e ne blocca l’uscita. Era successo a "Yankee
Hotel Foxtrot" dei Wilco, uno dei pochi dischi
davvero significativi pubblicati negli ultimi
dieci anni, si è ripetuto con "Extraordinary Machine",
terzo lavoro di Fiona
Apple. Se non fosse stato per la sua insistenza
e per le proteste del suo pubblico, il disco avrebbe
avuto un futuro incerto. Invece la Epic si è piegata,
ha deciso di ripulire "Extraordinary Machine"
dalle asprezze e dalle stravaganze contenute nella
prima versione prodotta da Jon Brion e lo ha pubblicato
sul finire dello scorso anno.
Forse proprio a causa di queste alterne vicende,
l’album potrebbe avere un ruolo importante nella
musica di questi anni, perché come mai in passato
Fiona Apple afferma con forza con la propria ispirazione
e riesce ad uscire definitivamente dai canoni
della canzone femminile in cui l'industria discografica
la vorrebbe relegare. C’è più asprezza e più profondità,
più coraggio nel raccontarsi tra queste tracce.
Come gli altri dischi dell'artista newyorchese,
"Extraordinary Machine" è in gran parte costruito
al piano, ma le canzoni hanno una forza inaspettata,
quasi volessero mostrare ogni spigolo e ogni cambio
di ritmo. E' arricchito da arrangiamenti ambiziosi,
gli archi non sono usati per costruire un delicato
sottofondo, ma sono protagonisti dl disco ne evidenziano
le fratture, allo stesso modo dei fiati. Si va
da un emozionante valzer, "Waltz (Better Than
Fine)", ad una ballata spigolosa intitolata "Not
About Love", in cui gli archi sottolineano il
ritmo spezzato. "Get Him Back" e "Better Version
of Me" hanno un incedere soul trascinante, mentre
"O' Sailor" torna sui toni delle ballate classiche
di scuola Carole King.
Gli arrangiamenti bizzarri riappaiono subito
nell'andamento pigro di "Tymps (The Sick in the
Head Song)" e negli archi pizzicati di "Extraordinary
Machine", uno degli episodi più bizzarri e affascinanti
del disco. In tutto dodici canzoni di un'artista
che ha avuto il coraggio di seguire la propria
ispirazione fino in fondo. Una rarità di questi
tempi.
collegamenti su MusiKàl!
Fiona Apple - When
The Pawn...
Wilco - Yankee
Hotel Foxtrot