Un disco Sub Pop minore è comunque
un disco che vale la pena ascoltare. Mal che vada,
una mezz'ora di intrattenimento indie-pop disimpegnato
c'è. Non tutto però è fondamentale.
Come i Band of Horses, ad esempio. Band nata nel
2004 dallo scioglimento del Carissa's Wierd che
vede nelle figure di Ben Bridwell e Mat Brooke
i suoi nostromi, il gruppo si preoccupa di descrivere
il lato più solare dell'intimismo e i colori
più tenui della fragilità emotiva
con una sensibilità che pesca nel folk
e nell'indie-pop e dimostra di saper dipingere
con delicatezza. Una delicatezza però,
che non sempre sa essere efficace. Perché
per una formidabile "The Funeral" abbiamo
una manciata di brani un po' di maniera ("The
First Song", "Wicked Girl", "The
Great Salt Lake" che quasi pare un plagio
degli Arcade Fire) che seppur ben suonati, perdono
il confronto sullo stesso territorio con brani
scritti da autori ben più incisivi come,
per esempio, Zach Rogue. Insomma, per esserci
del buono, c'è e "The Funeral"
sta lì a dimostarlo - se fosse stata scritta
dagli Shins avremmo tutti già perso la
testa - e quello che veramente manca è
la personalità. Si tratta di una band e
di un disco che, per quello che oggi offrono,
sembrano intrappolati nell'idea del suono Sub
Pop, prigionieri di un sound gentile e frizzante
che sa essere ficcante nella sua semplicità
melodica. Verranno tempi migliori e, come scritto
in apertura, possono essere un buon ascolto disimpegnato.
Ma in definitiva è consigliabile passare
oltre in attesa di scossoni emotivi ben più
forti.
collegamenti su MusiKàl!
Arcade Fire - Funeral
Arcade Fire - Concerto
al Transilvania Live (Milano)