E’ una intensa cavalcata lungo le molteplici
direttici dell’elettronica “Everything
Ecstatic”, il quarto e ultimo lavoro di
Kieran Hebden - alias Four Tet - e non poteva
essere altrimenti. Variando, sperimentando, aumentando
il grado di mezzi espressivi che vengono ad interagire
con le macchine, per non essere più etichettato
solo come membro della scena folktronica. C’è
sempre un’attenzione primaria per i suoni
ritmici e le batterie, ma tutti i ciappini
possibili ed immaginabili (clap hands, risucchi
e chi più ne ha più ne metta) sono
funzionali alla base di sangue e nervi
di batterie vere campionate. Come a voler umanizzare
gli impulsi elettronici che riempiono la materia
sonora del tutto, avvicinandosi a certe scelte
fatte in passato da Dj Shadow.
Non solo atmosfere claustrofobiche alla Prodigy
(“A Joy”), non solo orizzonti pop
royksoppiani (“Smile Around The Face”),
“Everything Estatic” è anche
tempi hip-hop impazziti con fiati liberi jazzati
(“Sun Drums And Soil”), lenti drum’n’bass
estasiatici (“And Then Patters”) ed
eterei scampanellii che paiono una via di mezzo
tra un vibrafono e i suoni dei giochini da bar
degli anni ’80 modello Space Invaders (“Clouding”,
“Turtle Turtle Up”). Four Tet vuole
cambiare sempre marcia lungo la direttrice dell’ordine
dei pezzi, quasi a voler tirare la quinta nei
rettilinei, passare ad una seconda nervosa di
una curva per poi godersi una quarta tranquilla
da strada secondaria. Certo, qua e là si
sente il limite della house, intesa come
musica fatta nella propria camera con un pc e
poco più, il che fa rimpiangere, per un
attimo, registri completi più da gruppo.
Ma è destino comune a tutti gli one-man-band
indietronici: quello di essere dei guru e degli
sperimentatori solitari che - vantaggio e limite
- possono fare e disfare quello che vogliono da
soli.
Dopo che il precedente “Rounds” (2003)
era stato da molti commentatori considerato un
punto di riferimento per la musica elettronica,
questo “Evertything Ecstatic” aggiusta
il tiro cercando diversi ed ulteriori linguaggi.
Ci riesce pur cadendo, per la voglia di strafare,
in qualche trabocchetto di ipertrofia sonora.
La ricerca continua.
collegamenti su MusiKàl!
Four Tet - DJ
Kicks