Ho
avuto una visione, durante l'ora abbondante di
questo concerto. Ho visto, purtroppo non stimolato
nell'immaginazione dalle canzoni né da
altro, una chitarra acustica schiacciata e rotta
da un sintetizzatore; la stessa visione deve averla
avuta anche l'occhialuto norvegese, mentre componeva
le canzoni del suo "Unrest", e, non
c'è che dire, l'ha trasformata in musica.
Niente a che vedere con il NAM, né con
i Kings of Convenience, dunque: il palco è
dominato dalle macchine, solo una chitarra e un
basso fanno capolino, ma rimarranno piuttosto
defilati durante tutto il live, limitandosi a
definire qualche linea melodica qua e là.
L'inizio è sconfortante: un tripudio di
tastiere kitsch anni '80, come una brutta colonna
sonora di quei film "vacanzieri" con
Jerry Calà e Mara Venier, per intenderci.
È l'impressione di un attimo, ma è
veramente sgradevole.
Le cose vanno lentamente migliorando man mano
che il live prosegue, ma continua a non esserci
niente di davvero memorabile, solo qualche episodio
carino, specie quando le tastiere e i beats si
fanno un po' più discreti, permettendo
alla chitarra di disegnare linee melodiche fragili,
e alle canzoni di farsi apprezzare.
Si balla un po', con questa musica in bilico
tra nuove istanze sintetiche alla Røyksopp
e una versione molto meno aggraziata dei Notwist,
si cita il remix che il cantante ha fatto per
"Drop" di Cornelius, ma sinceramente
la musica di Erlend Øye mi sembra piuttosto
sopravvalutata.
Niente di scandalosamente inascoltabile, sia
chiaro: è solo una buona musica da tenere
in sottofondo, mentre si chiacchiera in qualche
locale trendy, ma il mio sospetto è che
per fare un concerto degno di tale nome, senza
annoiare il pubblico, ci voglia ben altra roba.
collegamenti su MusiKàl!
Kings Of Convenience - Quiet
Is The New Loud
Kings Of Convenience - Concerto
a Milano
Kings Of Convenience - Versus