“The Indian Smiles, He Thinks that the Cowboy
is His Friend.
The Cowboy Smiles, He is Glad the Indian is Fooled.
Now He Can Exploit Him.”
Questo declama la splendida copertina di “Entertainment!”,
album d’esordio dei Gang of Four da Leeds, Regno
Unito. E in queste tre frasi - accompagnate ironicamente
da uno zoom sulla stretta di mano tra il pellerossa
e il viso pallido - è racchiuso anche l’intero
senso dell’avventura musicale e politica della
band.
L’intrattenimento con il quale Jon King, Andy
Gill, Dave Allen e Hugo Burnham si confrontano
è quello televisivo, mediatico, il fulcro
dello sfruttamento capitalista, l’asse portante
della società “occidentale”: la loro guerra
contro il pop si sviluppa in uno svilimento continuo
dei dettami del pop stesso attraverso un post-punk
spezzato e caustico e un cantato solo apparentemente
monocorde. Una funzione musicale che ricorda da
vicino l’estetica punk dei contemporanei Pop Group
- e anche qui l’idea base non è certo nascosta
- e che si sviluppa in brani catartici, nei quali
la base ritmica riveste una componente fondamentale:
ne è un esempio l’apertura data da “Ether”
dove la batteria di Burnham la fa da padrone,
in gioco di continui passaggi strumentali con
gli altri strumenti.
Il punk si lega dunque ad altre matrici culturali,
con echi funky che si fanno largo, come nello
splendido incedere di “No Great Men” o con stasi
quasi robotiche, come nella monotonia di “Return
the Gift” destinata a lasciarsi trascinare dalla
batteria continue accelerazioni. Altrove il gioco
si fa più scoperto, esempio ne è “I Found
That Essence Rare”, inno punk di presa immediata
che recita “Aim for the Body Rare, You’ll See
it on TV, the Worst Thing in 1954 was the Bikini,
See the Girl on the TV Dressed in a Bikini, She
doesn’t Think So But She’s Dressed for the H-Bomb”.
La televisione diventa elemento di distruzione
di massa, a cui contrapporre una critica feroce
che usi come arma lo stesso gergo della televisione:
la cultura pop critica se stessa mostrando il
rumore di sottofondo, il frastuono solitamente
epurato. Colonna portante della cosiddetta “onda
rossa” anglosassone - insieme ad altre band come
gli Scritti Politti - i Gang of Four saranno d’importanza
capitale per l’evoluzione delle direttrici post-punk,
trovando adepti un po’ ovunque, compresi “insospettabili”
quali i R.E.M. - che riprenderanno agli esordi
anche dai Wire - di Michael Stipe.
Il loro attacco alla radice dell’industria musicale
e della stessa società europea e nord americana
durerà fino al 1984, perdendo via via in coerenza
musicale - la svisata dance di “Songs of the Free”
- ma mai in partigianeria politica. “Entertainment!”
è il loro capolavoro, compatto e irresistibilmente
seducente, estrema ratio e al contempo germe di
speranza. Padre di ogni connubio musicale - punk/pop/funky
- e sapiente unione di dissertazione intellettuale
e irruenza sonora.
Ps. La riedizione del 1995 ha aggiunto tre brani:
“Outside the Trains don’t Run on Time”, “He’d
Send in the Army” e “It’s Her Factory”.
collegamenti su MusiKàl!
R.E.M. - Reveal
Wire - Send