Certi dischi vanno toccati, ancora prima
di essere ascoltati: il cartoncino bianco e ruvido
(le sue linee tracciate a penna che disegnano
città vuote e stelle) che avvolge questo
“Endless night”, il debutto solista
dell’italo-tedesco Gabriel Sternberg, crea
intimità da subito. Sai già che
andrai ad ascoltare qualcosa di fragile e prezioso,
ed è anche il cognome di Gabriel ad accarezzare
piano: Sternberg. La montagna delle stelle.
É musica da cameretta, insomma, se questa
non fosse un’espressione detestabile, ma
in questi undici bozzetti i rumori della casa
entrano a pieno diritto nelle canzoni; la radio
lasciata accesa, una sveglia che ticchetta con
insistenza, perfino un vecchio proiettore di pellicola,
non sono affatto casuali: è come se Gabriel
stesse suonando le sue note semplicissime seduto
sul letto, e avesse bisogno di lasciar vagare
altre presenze nella sua casa. Come se percepire
suoni esterni fosse un modo di sentirsi meno soli.
“Endless night” è un disco
fatto con pochissimo: una chitarra acustica, una
voce calda e un pianoforte. Qualche intervento
di basso e una vecchia Casio recuperata dalla
soffitta (è Cristian Alati dei Cods, a
lungo al fianco dei desaparecidos Gatto Ciliegia
Contro Il Grande Freddo, a colorare piano “Willow
tree”). Testi semplicissimi, quasi come
gli accordi della chitarra.
Non c’è altro. Ma chi si è
innamorato della solitudine di Bob Corn, e riuscirà
a sentire tra le note lo stesso feeling dei brani
acustici di “The bends” dei Radiohead
– solo, infinitamente più intimi
– o della quiete sorridente del debutto
solista di Marta Collica, dovrebbe uscire adesso,
e cercare questo bellissimo, piccolo album.
collegamenti su MusiKàl!
Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo -
L'irréparable
Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo
- #2
Bob Corn - Songs
From The Spiders House
Radiohead - la Kalporzgrafia