Due
mostri sacri della batteria si sono dati appuntamento
a Reggio Emilia per un concerto che si annunciava
grandioso e, diciamolo, non ha proprio deluso le
attese. Inizia Haynes, dopo un attimo di smarrimento
da parte mia, convintissimo che la prima parte della
serata avesse Jones come protagonista. Subito una
sorpresa: il pianista David Kikoski ha la mano sinistra
ingessata! Nulla di grave: infiammerà la
platea anche con una sola mano. E il vecchio Haynes?
E' piccolo, piccolissimo, ma pieno di energia, soprattutto
se consideriamo che questo "ragazzino"
ha suonato, fra gli altri, con nientemeno che Charlie
Parker. Il suo stile è sempre impeccabile
e preciso e la voglia di concedersi al pubblico
è tanta. lo vediamo prima camminare per il
palco con il charleston in mano e quindi tentare
di coinvolgere il pubblico in un canto collettivo
(senza molto successo in verità, ma io, vi
giuro, ce l'ho messa tutta!). Bravi anche gli altri
due componenti della band: il gigantesco bassista
Dwayne Burno (che faccia da film!) e, soprattutto,
il talentuoso Don Braden ai sassofoni. Il tempo
di una breve pausa ed ecco salire sul palco Elvin
Jones. Non nego di essermi un po' emozionato nel
vedere questa leggenda vivente, partner di John
Coltrane in tutti i suoi dischi migliori. Jones
prende subito il microfono, presenta con grande
cordialità e quasi quasi con un pizzico di
imbarazzo la band ed i brani che essa eseguirà:
in gran parte composizioni originali del trombonista
Delfeayo Marsalis (fratello del chiaccherato Wynton)
e del pianista Eric Lewis. Quest'ultimo è
stato, insieme a Jones, il vero protagonista del
concerto. Grande ammiratore di Monk
(così si intitola una sua composizione),
Lewis ha mostrato uno stile funambolico che, nel
suo essere secco e frammentato, ricorda non poco
quello del grande Thelonius. La batteria di Jones
è ovunque (sembra che a suonare siano in
venti!) mentre leggermente in ombra è sembrato
il bassista Tassili Bond. Completava il quintetto
Ari Brown ai sassofoni. Per concludere è
stata una bellissima serata: i due batteristi ultrasettantenni
si sono dimostrati ancora in grande forma, carichi
di voglia di suonare e di divertire il pubblico.