Il canto del cigno della Experience è
un monumentale disco doppio, con una copertina
tra le più famose della storia del rock:
un gruppo di donne, di ogni razza e colore, nude.
E' verissimo che il '68 fu un anno pieno di rivolte,
di conquiste e di tabù cancellati, ma la
cover in questione non la passò tanto liscia,
subendo la mannaia della censura. Fortunatamente,
dopo parecchi tira e molla, la volontà
dell'artista fu rispettata ed i due meravigliosi
vinili ritrovarono il loro giusto grembo.
"Electric Ladyland" è l'apoteosi della
ricerca sonora di Jimi, il quale rimane chiuso
per lunghissime giornate in studio a ricercare
il perfetto feedback, finendo così per
snervare irrimediabilmente i due compagni d'avventura
(soprattutto l'irrequieto Redding).
Tutto questo stress risulta molto funzionale
alla riuscita del lavoro, il quale raccoglie un
campionario di idee e spunti davvero fuori dalla
norma. Il blues incontra la psichedelia al suo
diapason, il magma musicale esce denso e nello
stesso tempo leggero e vaporoso, dilatato.
Esempi lampanti di questi due diversi "stati fisici"
sono le concrete ed entusiasmanti "Crosstown traffic"
e "Voodoo child", mentre "Have you ever been (to
electric ladyland)" e "1983..." testimoniano una
rarefazione sorprendente, figlia anche di una
nuova dimensione acustico-elettronica e della
rivalutazione di alcuni strumenti a fiato.
Da ricordare inoltre la versione di "All along
the watchtower", cavallo di battaglia di Bob Dylan,
e la stupenda "Gypsy eyes", dedicata alla madre
del geniale meticcio. Genuflettersi davanti al
capolavoro, prego.