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Enzo
Lanciano 19
agosto 2002
"When
the tigers broke free" mediocre?!?
Beh.. non ho parole! Comunque il brano in
questione secondo me è il punto di
collegamento tra The Wall e The final cut
e da questo punto di vista è tutt'altro
che secondario (anche se nell'album non
c'è)...
Dave
7
agosto 2002
Questo
disco è una schifezza commerciale...Canzoni
assemblate male senza continuità
di tempo nè cronologico nè
musicale..Canzoni tagliate e alcune omesse
fanno questo album non consigliabile a un
vero fan...
pier
19
luglio 2002
Ho
le mie idee sui Pink, ma esse sono un pò...confuse!
Dunque, è
pur vero che i tre albums dopo "Wall",
non hanno nulla del fascino di quelli
prima, ma se l'ingrassato Gilmour non è
riuscito a comporre, da solo, inni
della forza di quelli degli anni '70, non
è che il nevrotico Waters, nei
suoi progetti solisti, abbia creato musica
epocale!. E allora...e allora è
successa a loro la stessa cosa dei Beatles:
la ditta Lennon/Mc Cartney ha
sfornato una inaudita e fittissima serie
di capolavori quando era a contatto
dopodichè, una volta separati, solo
qualche isolata gemma musicale, qualche
colpo di coda. Anche a Gilmour e Waters
il meglio è venuto fuori quando
convivevano artisticamente, si è
rotto un equilibrio, si è persa
un'alchimia. Ragionando sui meriti artistici
dei Floyd comunque opto
istintivamente per i "gilmouriani"
(manco a dirlo, la minoranza), perchè
ritengo la fase melodica di una canzone
la sua prima e più importante
qualità, e quella era, nei Floyd,
prerogativa di Gilmour. Waters era
altrettanto importante per aggiungere la
fase "strutturale" alla faccenda,
oltre ai testi naturalmente: insomma, Waters
l'architetto e Gilmour il
decoratore, Waters l'ingegnere e Gilmour
il "musicista".
Detto ciò, siccome Echoes è
un "greatest hits", do la mia
personale
classifica degli albums dei Floyd:
1) Dark Side
2) Meddle
3) Wish You Were Here
4) Wall
5) Piper
6) More
7) Atom
8) Animals
9) Ummagumma
10) Obscured
Spiace vedere uno splendido musicista come
Gilmour, deluso ma non
giustificato da un tentativo di carriera
solista poco riconosciuto ancorchè
notevole (molto meglio i due "solo"
di Dave che gli ultimi due Floyd in
studio), impegnato a raschiare il barile
del mito Floyd tirando fuori
(modesta) nuova musica ogni dieci anni (
fra l'altro coll'aiuto di uno
stuolo di autori mestieranti). Mi stanno
benissimo le tournee' faraoniche, è
così che sono sempre state quelle
dei Floyd e così devono essere, non
mi sta
bene invece l'uscita ogni due anni di un
doppio CD con i soliti pezzi. Per
chiudere, voglio scrivere una mia personale
lista di gioielli misconosciuti
(si fa per dire) della produzione Floyd,
nel senso di brani fuori dai
classici greatest hits ma che hanno in sè
pura magia:
_Grantchester Meadows
_Cirrus Minor
_If
_Brain Damage
_Free Four
sauro 1
giugno 2002
sicuramente waters era bravo ma gilmour
ancora di più , senza
barret non potevano iniziare , ma senza
gilmour non potevano proseguire ,
infine a me gli album dopo waters piacciono
un casino saluti a tutti.
Foreign
field 17
maggio 2002
Solo
x rispondere a rosafluidoprofondo....
penso che nel gesto di quella bambina di
dodici
anni ci si possa trovare anche un filo di
speranza...
pensa che magari, dopo avere ascoltato echoes,
non ascolterà mai più quello
dei backstreet boys
ne niente altro di simile x tutta la sua
vita.
Una cosa su Waters: se qualcuno ha visto
il suo concerto ad Assago se la
sentirebbe mica di farne una piccola recensione
su questo spazio commenti,
x chi, come il sottoscritto, non ha avuto
la fortuna di andarci.
E' sempre il dolce, romantico, incazzoso,
paranoico ed ironico individuo
di cui non posso fare a meno?
carl
palmer
il più grande batterista di tutti
i tempi 11 maggio 2002
dite
pure tutto quello ke volete su questa antologia.forse
avete
ragione!!!!ma per favore....dire che gli
ultimi album sono frutto della
pancia gonfia di gilmour è troppo!!!!sentitevi
un pò le atmosfere di the
division......
Anadyr1
9 maggio 2002
sono
completamente daccordo con la critica precedente.
Il mito dei
Pink Floyd deve molto anche al Gilmour del
periodo post-Waters, la loro
originalità non è un merito
inviolabile di Wathers. In ogni caso credo
anche
io che Echoes sia un insulto
al mito...
Ivo
26 aprile 2002
Noi ci struggiamo pensando alla fine dei
nostri amati Pink Floyd,
forse tendiamo anche a commiserarci come
se fossimo gli esseri più
sfortunati sulla terra ma pensiamo a chi
non fa altro che "ascoltare" musica
delle balle e non conosce quella vera...
noi, in fondo, li amiamo e li
apprezziamo, ci hanno dato tanto e se non
incideranno più bè, pazienza
tanto
abbiamo tanto bel materiale da ascoltare
e amare.
manuel 11 aprile 2002
A
quelli che denigrano il lavoro dei p.f post
Waters dico: provate
ad immaginare i P.F senza Dave, sarebbe
togliere la voce ad un corpo
straordinariamente bello.
I Pink Floyd sono l'anima della mia musica
ed è proprio in lei che ritrovo
me stesso.
ANDREA 3 aprile 2002
io
credo che si sminuisca troppo il lavoro
post-Waters dei Pink
Floyd. Gilmour non sarà stato certo
all'altezz di Barrett e tantomeno di
Waters, ma come dimenticare alcune sue canzoni
capolavoro (High Hopes -
Coming back to life - On the turning away).
sono d'accordo invece
sull'inutilità del disco Echoes,
che nonostante tutto è riuscito a
far
conoscere i Pink Floyd anche a persone ignoranti
in fatto di musica che in
un periodo musicalmnete sterile come questo
hanno avuto il piacere di
sentire qualcosa di veramente eccezionale.
Antonio
31marzo 2002
Questa
antologia sarà pure per fini commerciali
ma credo
contribuisca molto a far conoscere i "padroni
del suono" ai ragazzi, che
come me, sono nati in un'epoca in cui WATERS
era già avviato alla carriera
solista.I PINK non possono essere "racchiusi"
e capiti in 26 brani...E' un
mondo a parte tutto da studiare e assaporare.
Mi dispiace solo vedere gente che non sa
neanche dell'esistenza di DARK SIDE
OF THE MOON e si riempie la bocca menzionando:
PINK FLOYD solo perchè sono
leggenda. IPOCRITI!
In conclusione non ho preso Echoes perchè
i FLOYD preferisco ascoltarli nel
contesto di un intero album e non in una
"greatest hits" da discoteca!
ORRIBILE!
roger 13 marzo 2002
Sono
rimasto deluso quando ho saputo delluscita
del The Best dei Floyd.
Stiamo parlando di uomini straricchi che
potrebbero vivere di rendita solo con Dark
side e invece
fanno una raccolta.Sono
sicuro che i Fans (veri) non lavranno
comprato e non lo faranno mai.Queste raccolte
banalizzano le canzoni.Che senso ha dico
io ascoltare Another brick in the wall fuori
dal contesto dellalbum The Wall??
E lo stesso discorso vale per canzoni estrapolate
da album come Dark side of the moon.Sono
raccolte per persone che si fermano soltanto
superficialmente alle canzoni
non dico
altro.
rosafluidoprofondoviolasabbanerodirigibiledipiombo-insomma:ROCK!
7 marzo 2002
questa
porcheria è una effrazione alla sacralità
di una autentica istituzione del rock.
E' soltanto una avida operazione commerciale
il cui fine ultimo è quello di riassumere
sbrigativamente la carriera di un complesso
inarrivabile per riscuotere i soldi di coloro
che sono arrivati tardi e si sono persi
lo spettacolo.
non si può fare una antologia di
un gruppo come questo, non si possono infilare
in un disco dei "pezzetti" di
concept album come se fossero canzonette.
la loro peculiarità è proprio
quella di essere opere concettualiche vanno
ascoltate dall'inizio alla fine per essere
capite. profanare dark side of the moon
è troppo!
provate ad infilare in un disco soltanto
questi quattro pezzi dei floyd:
- interstellar overdrive
- echoes
- atom heart mother
- shine on you crazy diamond
il minutaggio dei pezzi non segue il formato
canzone. si tratta di lunghi componimenti
che da soli occupano un intero disco! e
tutti gli altri dove li mettiamo?
Ieri entro in un negozio di dischi e una
ragazzina che avrà avuto 12 anni
stava comprando un cd dei backstreet boys.nell'altra
mano stringeva echoes!
...non c'è più religione...
amarok 1 marzo
2002
Un
album ridicolo e ancora più ridicolo
è vederlo in cima alle classifiche.Certe
volte il silenzio è d'oro.
FEDE 28 febbraio
2002
Sono
d'accordo un pò con tutte e due le
precedenti recensioni, considerando che
con questo disco (che pure ho comperato)
i PINK FLOYD hanno voluto forse ripetere
il successo di One dei Beatles e che per
un gruppo che ha gridato tutto quello che
aveva da dire e non lo detto come tutti
gli altri, sia un pò inglorioso un
ritorno del genere della serie "tornano
le vecchie glorie"; è bello
ricordarseli come erano
gabriel
gaetanocimino@libero.it
23 febbraio 2002
I
padroni assoluti della musica per sempre
!!!
non moriranno mai!!!!
il sapiente musicale
18 febbraio 2002
parliamo
dei pink floyd perciò non serve nessun
commento
Bigo luca2003@hotmail.com
28 gennaio 2002
...Una
grandissima delusione che rovina la vera
essenza del gruppo.
Waters aveva detto quando si è "escluso"
che il gruppo non aveva più senso
di esistere, in quanto avevano già
detto e gridato quello che dovevano esprimere
con la loro musica. Ora non c'era più
niente da dire. E infatti così è
stato, i pink floid hanno parlato e urlato
al mondo, quando erano veramente i pink
floid. Ora sono solo un gruppo di bravi
musicisti, che purtroppo non hanno più
niente da dire...
Franco 27 gennaio
2002
Non
sono assolutamente d'accordo con la recensione
qui sopra. Se da un lato è verissimo
che molti brani dei PF non possono essere
avulsi dal contesto (Animals, The Wall e
The Final Cut sono concept album...) e anche
vero che i due lavori post-Waters sono tuttaltro
che "scadenti", "scaduti",
"terribili", "bolsi"
e "loffi"; la bellezza sarà
anche soggettiva ma il cattivo gusto della
recensione di Max Canavassa è oggettivo.
Che Waters fosse geniale (anche più
di Barrett) non si discute, ma la "pancia
gonfia" (sic!) di Gilmour con la sua
chitarra ha contribuito a costruire il mito
dei PF e ha composto alcuni dei pezzi più
belli in assoluto.
Infine: "When the tigers broke free"
è tutt'altro che mediocre, è
stata esclusa dall'album ma è presente
in 2 parti del film "The Wall"
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