Seguono innanzitutto la strada di Mr. E e degli
Eels questi Eagle*Seagull, sestetto di Lincoln,
nel Nebraska. E’ il primo riferimento a
cui gli Eagle*Seagull tendono, poi ce ne sono
mille altri a dimostrazione che la band è
eclettica ma forse senza una piena e completa
consapevolezza di sé. Pop-folk a tinte
sbieche e a volte ombrose, se n’è
ascoltato tanto ultimamente, a partire dagli Arcade
Fire e dai Clap Your Hands And Say Yeah che i
commentatori della prima ora hanno affiancato
agli Eagle*Seagull (a proposito, c’è
una ragione precisa per quell’asterisco
o è solo una mossettina per attirare un
po’ l’attenzione?) in un parallelismo
probabilmente più augurale che sostanziale.
Se l’iniziale “Lock And Key”
e “Holy” puntano tutto sulla confidenzialità,
pezzi come “Photograph” e “Heal
It / Fell It” cercano di coinvolgere maggiormente
le gambe dell’ascoltatore ma in un modo
non coerente: la seconda ha un non so che di andamento
Interpol che non è dato di capire essendo
avulso dal resto del cd. Probabilmente il vero
temperamento di questi giovinastri è quello
vezzoso/sbarazzino di “Hello, Never”
e “Your Beauty Is A Knife I Turn On My Throat”,
in cui la voce di Eli Mardock, fondatore della
band, cantautore, cantante e molto altro (non
viene in mente Mr. E?), sospira come il Robert
Smith più superficialotto di “Love
Cats” e il pianoforte saltella come sotto
le dita di una tranquilla signora inglese davanti
ad un caminetto disegnato sulla parete.
Quest’ultima immagine ci dice di più:
il debutto in questione ci pare musica da ascoltare
per il thé di metà pomeriggio, non
si sa perché ma è questa l’impressione
generale. Forse perché al pomeriggio non
si deve gioire o soffrire, a quell’orario
è tutto dannatamente serio e lavorativo
che se uno avesse il tempo di prendere un thé
forse vorrebbe una musica da sottofondo che non
interpelli, che non muova moti d’animo.
Non che questi Eagle*Seagull siano totalmente
asettici o non trasmettano emozioni, ma di certo
non colpiscono allo stomaco. Nessuna colite di
personalità dunque, solo un altro dischetto
che il lettore accoglierà volentieri e
cambierà in maniera altrettanto accondiscendente
come una donna di facili costumi che cerca il
meglio sulla piazza.
collegamenti su MusiKàl!
eels - Live
At Town Hall
eels - Blinking
Lights And Other Revelations
eels - Souljacker
Arcade Fire - Concerto
al Transilvania Live (Milano)
Arcade Fire - Funeral
Clap Your Hands Say Yeah - Concerto
al Transilvania (Milano)
The Cure - la Kalporzgrafia
Interpol - Antics
Interpol - Turn
On The Bright Lights