Con
questo album, l'ex membro dei fantastici Prisoners
mette la firma su una delle più riuscite
realizzazioni nel campo Acid-Jazz ed inaugura una
personale splendida triade che si sviluppa nel live
dell'anno successivo e si chiude con l'eccelso "Supernatural
Feeling", datato 1993. Rispetto ai lavori precedenti
i pezzi strumentali calano decisamente di numero,
favorendo l'estrinsecarsi della bellissima e calda
voce del vocalist (a volte anche co-writer) Noel
McKoy. Inoltre la line up del Quartet si stabilizza,
con il fratello David alla chitarra e l'ottimo John
Willmott a pennellare con il suo sax. Magnifico
il lavoro di Andrew McGuinness alla batteria, il
quale ha il merito non indifferente di non far sentire
la mancanza di quella piovra di Steve White, drummer
jazz-rock come pochi.
Ma quello che salta maggiormente all'orecchio
è la grande raffinatezza ed il superbo
controllo del suono, qualità che unite
al solito esplosivo mix energetico creato da Taylor
elevano "Do Your Own Thing" a masterpiece,
influenzando in modo decisivo lo sviluppo Acid
(e non solo!) degli anni '90. Varietà e
potenza, classe e freschezza si toccano con mano,
cominciando da brani come "Love the Life"
e "Killing Time" (potenziali dance hits),
continuando nello splendido soul 70's di "The
Money" e nel brass beat tiratissimo di "J.T.Q.
Theme". "Ted's Asleep" - meraviglioso
instrumental soul-prog-newage! - fa da prologo
alla riuscita cover di "Always There",
mentre la travolgente "Samba for Bill &
Ben" sembra scaturire direttamente dalla
fantasia di qualche mitica firma brasileira. "Peace
Song" chiude l'album col suo incessante tempo
stop and go, e noi nel frattempo ci chiediamo
come "Do Your Own Thing" (al pari delle
altre pubblicazioni del JTQ) non abbia incontrato
il favore del grande pubblico. Questa però
è un'altra, sovente incomprensibile, storia.
4
novembre 2001
Track
list:
1. Love the Life
2. Killing Time
3. Money
4. JTQ Theme
5. Ted's Asleep
6. Always There
7. Oscar
8. Samba for Bill and Ben
9. Valhalla
10. Fat
11. Peace Song