Chiuso il capitolo Funkstörung Michael Fakesch
cambia compagno e si presenta con un nuovo lavoro.
“Dos”, album scaturito dalla collaborazione con
il vocalist Taprikk Sweezee, suona molto vicino
all’ultimo Prince di “3121”. Anche a sforzarsi
per non farsi scappare un simile paragone è quasi
impossibile sfuggire all’impressione che ci regalano
le prime battute di “Escalate”.
Ampliando il campo dei confronti e ascoltando
con attenzione ci troviamo davanti ad una serie
di tracce che cercano di mantenersi in equilibrio
tra alcune delle espressioni della musica elettronica
black (Vickter Duplaix, Steve Spacek, Ursula Rucker)
e le più sterminate frontiere dell’applicazione
digitale. Possiamo tranquillamente parlare di
una decisa virata verso il soul di un suono che
ha nelle proprie radici la storia dei Funkstörung.
Ci troviamo immersi dunque nel funk elettronico
di “Soda”, assorti nei digitalismi di “Blackbird”,
dondolati nei beats gommosi di “Complicated”.
Avvolti negli scratchismi abstract di “Don’t Stop”,
sfidati dalla violenza mettallica di “Left”; destati
dal beatbox in “Give It To Me”, disorientati dalle
architetture sbilenche di “I Want It” e “On The
Floor”.
Piacevole e ben calibrato, “Dos” contiene 48
minuti di insolenza elettronica vestita con i
panni della black music. Diciamo pure che l’ex
Funkstörung non si mostra per niente impreparato
nell’intraprendere (forse) definitivamente il
suo cammino lontano dall’ex compagno Chris De
Luca. Il suo è un suono non proprio originalissimo,
ma, alimentando il proprio gusto per la contaminazione,
Fakesch potrebbe essere in futuro capace di creare
qualcosa di più di un album discreto.
collegamenti su MusiKàl!
Funkstorung - Appendix
Ursula Rucker - Ma'at
mama