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PIXIES
Doolittle (4AD, 1989)
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recensione di Raffaele Meale scrivi un'email


A un solo anno di distanza dallo straordinario "Surfer Rosa" i Pixies si ripresentano sulla ribalta internazionale, e lo fanno con album forse addirittura superiore al precedente. L'idea di base è sempre la stessa: mescolare in un cocktail dinamitardo la rabbia incontrollabile del punk e la dolcezza delle ballate pop. E farlo con estrema ironia.

"Debaser", brano che apre la kermesse musicale, ne è un esempio perfetto, con un basso regolare e due chitarre con deliziose inflessioni sixties. Sempre il basso in grande spolvero in "Tame", dove la voce di Francis è un sussurro ("got hips like Cinderella") e la batteria scandisce con fermezza il tempo, prima dell'ingresso urlato delle chitarre, con la canzone che termina in un angoscioso ansimare.

Poi, poco alla volta, arrivano i brani che fanno urlare al capolavoro: l'eccezionale ed elettrizzante "Wave of Mutilation", la perfetta melodia pop di "Here comes your man", la straordinaria bellezza di "Monkey Gone to Heaven" ("there was a guy, an under water guy who controlled the sea") alla quale partecipano violini e violoncelli, la seducente decadenza di "La La Love You", cantata dal batterista David Lovering, la divertente "There Goes My Gun", la cupa e minimalista "Hey", dove sono nuovamente palesi i riferimenti al rockabilly anni '60. I Pixies suonano anche meglio, con una consapevolezza nei propri mezzi inaspettata, arrivando a permettersi un brano, "Silver", a metà tra il folk e il country, dove appare inutile suonare la batteria, la cui assenza è sopperita da tre chitarre (alle due solite di Black Francis e Joey Santiago si aggiunge quella ritmica di Kim Deal) e dal basso (suonato per l'occasione da David Lovering).

"Gouge Away", brano di coda, chiude con una sferzata d'energia, di rabbia un album sorprendente anche per gli stessi amanti dei Pixies, un album che vive sulla contrapposizione, riuscendo sempre a rimanere in bilico sul labile filo che divide la lucidità dalla follia, la rabbia dalla dolcezza, l'ironia dalla satira. Perché alla fine l'importante è ricordare che "if man is 5 then the devil is 6 and if the devil is 6 then god is 7".


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Pixies - la Kalporzgrafia



1 ottobre 2001


Track list:

1. Debaser
2. Tame
3. Wave of Mutilation
4. I Bleed
5. Here Comes Your Man
6. Dead
7. Monkey Gone to Heaven
8. Mr. Grieves
9. Crackity Jones
10. La La Love You
11. No. 13 Baby
12. There Goes My Gun
13. Hey
14. Silver
15. Gouge Away



I commenti
 


Paftella
11 agosto 2002
Uno dei dieci dischi che porterei con me in tutti i miei viaggi. Il migliore dei Pixies insieme a Trompe le Monde che forse e' piu' duro nei suoni e toglie di piu' il fiato. Doolittle ha pero' una sonorita' molto piu' aperta e ci sono dei capolavori come Debaser, Gouge Away, Monkey Gone to Heaven e Wawe of Mutilation che da soli valgono il disco!


MiKula
13 giugno 2002
A tutti i finti alternativi mtv-dipendenti: ascoltatelo e poi
venitemi a dire


Organ8
11 maggio 2002
Una pietra miliare. il suono e la costruzione delle canzoni dei
Pixies sono stati rincorsi decine di volte ma sono irraggiungibili perché
segno di una personalità (di gruppo) unica. E dire che il tutto sembra
estremamente semplice. Qui il pop è magico, classico e nuovo insieme e ogni
pezzo è come un film (pop-surrealista)in miniatura.
E nonostante i testi grotteschi e le atmosfere a volte malate, a me mette
un'allegria e un'energia come pochi altri dischi!


mirosassolini
27 aprile 2002
ascolto ogni giorno roba nuova. molte cose mi piacciono. ma dopo
un po' mi piacciono un po' meno. questo disco invece mi piace sempre di più.
e lo avrò ascoltato almeno cento volte. al millesimo ascolto cosa succederà?
God is seven or god is heaven?


Zeta 21 febbraio 2002
Doolittle è un album a dir poco straordinario... e parlo come musicista!!! Ancora oggi, a distanza di 7
anni, dalla prima volta che l'ho ascoltato, rimango stupito dell'enorme talento che i Pixies sono stati in grado di dimostrare...
Per coloro che non lo conoscessero, mi aggrego al consiglio di arales...
almeno una volta: ASCOLTATELO!!!



arales 12 febbraio 2002
sono arrivata oggi, all'età di 23 anni passati,alla scoperta dei pixies,non me ne vergogno,sarabbe stato molto peggio non averli conosciuti per niente..tutto è nato x caso da1canzone ascoltata in1locale..poi mi hanno consigliato quest'album,ne sono rimasta estasiata.non esistono paragoni.ognuno almeno una volta nella vita dovrebbe ascoltarlo.spero ke questo mio commento spinga qualcuno ad appropiarsene x ascoltarlo,mi sembrerebbe quasi di averli fatti rinascere...(tks a.)


kc27 20 ottobre 2001
pure io !!!!!!!!


morris
2 ottobre 2001
Lo portero' con me nella tomba.grandissimo


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