Se avete già sentito parlare degli Zen
Circus, il 99% delle volte li avrete trovati descritti
come "i Violent Femmes italiani"; una
descrizione veritiera, che però, ascoltando
questo "Doctor seduction", appare quantomai
riduttiva.
Giunti al terzo album, i tre pisani non rinnegano
il suono che li ha condotti e ispirati, ma lo
disciplinano, rendendolo meno instabile e più
incline a flirtare con la melodia. Gli Zen Circus
vanno oltre ciò che avevano già
fatto, e l'evoluzione è evidente fino dai
primi secondi dell'iniziale "Welldone":
se le chitarre ricordano inevitabilmente la band
di Gordon Gano, la voce gioca ad imitare Lou
Reed, mentre il ritornello ha la stessa orecchiabile
immediatezza dei Beatles.
Senza andare a scomodare il quartetto di Liverpool,
più spesso gli Zen Circus si avvicinano
all'ideale pop movimentato dei Perturbazione ("Time
killed my love", la sua andatura dinoccolata,
la tromba che dispiega la melodia, l'intermezzo
quasi country della chitarra), non a caso riconoscibilissimi
ospiti in "Sweet me".
Le apparecchiature analogiche usate rendono il
suono deliziosamente sporco e imperfetto, e "Doctor
seduction" corre gradevolissimo tra serio
(la già citata "Sweet me", un
po' troppo sopra le righe nel finale) e faceto
("Sobe", splendido divertissement alcolico),
tra melodie da "white album" ("Way
south", "My lovely end") e chitarre
graffianti memori dei Pixies
("History lesson part III" e il suo
violino cartavetrato, ma anche "It turns
me on"). Canzoni suonate con gusto innato
per gli intrecci di chitarre e tastiere retrò,
e spesso totalmente imprevedibili nelle loro accelerazioni
finali: accade in "Sailing song" (un
pezzo piuttosto anonimo, prima dello scoppio conclusivo),
e soprattutto in due dei momenti migliori della
raccolta, vale a dire la già citata "It
turns me on" e "Black hole".
Con "Doctor seduction" li Zen Circus
riescono ad andare ben oltre al suono cui ci avevano
abituati, non rinnegando le loro influenze, ma
ampliandole, e trovando un suono che si possa
definitivamente dire personale. Ascoltate questo
disco, e venite a vederli dal vivo, al secondo
Kalporz Festival,
il 13 Marzo: vi renderete conto di quanto possano
essere bravi.
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