Benvenuti nel regno incantato di Kieran Hebden,
polistrumentista, sperimentatore e creatore di
melodie. La compilazione del nuovo capitolo della
serie “Dj-Kicks”, fortunata saga della tedesca
!K7, viene affidato a colui che si nasconde dietro
al progetto “Four Tet”. Kiehran, dopo i cinque
precedenti lavori, tra i quali i recenti “Live
in Copenhagen 30th march 2004” e “Everything
ecstatic” (2005), confeziona questa selezione
musicale eterogenea e, a tratti, straniante. A
metà strada tra le sue frequenti esibizioni live
come Dj ed una compilation di “pezzi preferiti”
da regalare agli amici, “Four Tet Dj Kicks” merita
di essere ascoltato con attenzione e pazienza.
La scaletta è ricca di colpi a sorpresa; accelerazioni
e frenate, tracce molto diverse tra loro si susseguono
in maniera apparentemente sconclusionata, rivelando
la natura eclettica del Dj/compilatore e riportando
spesso alla mente lo stile del suono Four Tet.
Il marchio di fabbrica è inconfondibile; da questa
personalissima selezione emergono i tratti caratterizzanti
del passato e del presente di un artista che da
“Dialogue” (1999) in poi, passando attraverso
“Pause” (2001) e “Rounds” (2003), ha reso decisamente
riconoscibile la grana eterea delle proprie melodie.
In “Four Tet Dj – Kicks” da brevi fasi di stallo
il suono riparte appoggiandosi sull’apparente
incertezza iniziale di ritmi che progressivamente
prendono vigore. Il lavoro di “taglia e cuci”
realizzato per questa compilation si risolve in
una serie di stati d’animo che si avvicendano
traccia dopo traccia.
Come abbiamo detto la track list è molto ricca
e varia: da Curtis Mayfield agli Stereolab, da
Animal Collective a Cabaret Voltaire, passando
per Akufen, So Solid Crew, Model 500 e, ovviamente,
Four Tet con “Pockets”, brano realizzato appositamente
(come da tradizione) per la compilation Dj-Kicks.
Inutile quindi parlare di generi musicali. Qua
dentro c’è di tutto: soul, hip-hop. funk, electro,
noise(?), techno. Tutto è assemblato con noncuranza
meticolosa e ragionata, ogni brano sembra scelto,
strappato e rammendato, unito agli altri come
le toppe che compongono una coperta in stile patchwork.
Il filo con il quale tutto è cucito insieme è
rappresentato da quella sensibilità folktronica
che caratterizza ogni vibrazione dei brani firmati
Four Tet. Da segnalare la chiusura con “Flutter”
dei vecchi Autechre, brano troppo presto dimenticato
e rimasto lì, abbandonato e malinconico, nella
track list del loro “Anti Ep” del 1994.
In definitiva potrete avere due differenti reazioni
davanti a “Four Tet Dj-Kicks”: o vi stancate subito
dell’apparente disinvoltura con cui le varie tracce
vengono messe in fila, o, se avete tempo e pazienza,
ascolto dopo ascolto, potrete prima o poi sentirne
la mancanza e convincervi che, sotto sotto, tutto
questo può avere un senso.
collegamenti su MusiKàl!
Four Tet - Everything
Ecstatic
Animal Collective - Feels
Animal Collective - Intervista
(19-7-2004)
Animal Collective - Sung
Tongs
Animal Collective - Here
Comes The Indian
Stereolab - Fab
Four Suture
Stereolab - Intervista
(20-11-2001)