CREAM - Disraeli Gears (Polydor, 1967)
di Federico Olmi
Per
chi ama le date: il disco forse più famoso
dei Cream, gruppo britannico composto da Eric Clapton
alla chitarra (ovviamente), Jack Bruce al basso
e Ginger Baker alla batteria, esce lo stesso anno
di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"
dei Beatles e di "Something else by the Kinks"
dei Kinks. Confronti a parte, abbiamo di fronte
un album importante nella storia del rock. Tutti
e tre i musicisti avevano alle spalle esperienze
prestigiose con altri gruppi: per questo i Cream
sono considerati generalmente il primo super-gruppo
del rock. Pur durando praticamente due anni, dal
1966 al 1968 (l'album "Goodbye" del 1969
uscì quando il gruppo si era già di
fatto sciolto), i Cream hanno lasciato il segno,
sia musicalmente che per quanto riguarda successo
di pubblico e vendite discografiche. Abilissimi
strumentisti, i tre suonano un efficace rock-blues
con qualche accento psichedelico e aperto ad influenze
più marcatamente pop. Nelle esibizioni dal
vivo le canzoni vengono spesso e volentieri dilatate
in code strumentali dove l'improvvisazione svolge
un ruolo importante (Ginger Baker ha una formazione
jazzistica). "Disraeli gears" è
invece un disco non molto lungo, il che è
forse, in questo caso, un pregio: ci sono offerte
piccole perle come "Strange brew" e la
famosa "Sunshine of your love", basata
sull'indovinato riff della chitarra di Eric Clapton,
che anche grazie a questo disco venne consacrato
come uno dei migliori chitarristi. "World of
pain" è uno dei brani migliori per quanto
riguarda la sezione vocale, che per qualche critico,
ma non per tutti, costituisce il punto debole dei
Cream (cantante principale è Bruce, che effettivamente
appare talora un po' "sfiatato"). Bella
vocalmente è anche "Swlabr", grintosa,
con Clapton onnipresente. Famoso anche il riff di
"Outside woman blues". In "Take it
back", canzone prettamente blues, fa capolino
l'armonica suonata da Bruce.Membri esterni del gruppo erano Pete Brown, paroliere, e Felix Pappalardi, strumentista e produttore.
Un'icona del rock è la psichedelica copertina dell'album.
19 agosto 2000
