I
sinistri presagi di scenari spiazzanti e poco convenzionali
furono percepiti appieno dal Duca bianco, in quest'opera
che ha il merito di avere un involucro e un solco
di pari bellezza. Già dalla cover
painting di Guy Peelaert intuiamo un diffuso senso
d'inquietudine che viene abilmente canalizzato nelle
varie tracce: fatta eccezione per la titletrack
"Diamond dogs" e per la celeberrima "Rebel Rebel"
non vi sono in questo disco pezzi che potrebbero
fare parte di un'Anthology. Il glam rock di Ziggy
e Aladin è finito, sepolto da una polvere
di stelle che lascia spazio a questa nuova creatura,
non meno eccitante delle precedenti. L'idea è
quella di un concept album ispirato alla vicenda
orwelliana di "1984". E sicuramente"1984" rimane
uno dei brani più convincenti dell'intero
album, magistralmente orchestrato dagli archi del
fido Tony Visconti su una base ritmica incalzante
che acuisce quel senso d'ignoto palpabile in ogni
singolo respiro di questo lavoro. Una menzione particolare
merita anche la ballata "Big brother", che ci rimanda
a una sorta di malattia sonora eroinomane, già
presente nel Bowie di "The man who sold the world";
una ballata cupa e a tratti psichedelica, intrisa
di atmosfere pesanti che si snoda in una coda elettrica
ossessionante e ripetitiva. Oltre alle già
citata "Diamond dogs", splendido rock'n'roll sostenuto
dalla brillante presenza di un sax di stonesiana
memoria e alla travolgente "Rebel Rebel", completano
il quadro le decadenti ballate"Rock'n'roll with
me" e "We are the dead", e la meravigliosa "Sweet
thing" del primo lato, che sfocia senza soluzione
di continuità in "Candidate"prima di gettarsi
come in un dirupo nell'omonima reprise che precede
"Rebel Rebel".
Il risultato finale è sicuramente intrigante;
infatti, Bowie si fa carico, in questo lavoro, di
un linguaggio musicale nuovo, abbandonando gli stilemi
classici del rock'n'roll, pur conservandone formalmente
la struttura, per approdare a un mood che verrà
sperimentato con successo nella futura trilogia
berlinese ("Heroes" - "Low"
- "Lodger").
1. Future Legend
2. Diamond dogs
3. Sweet thing
4. Candidate
5. Sweet Thing(reprise)
6. Rebel Rebel
7. Rock'n Roll with me
8. We are the dead
9. 1984
10. Big Brother
11. Chant of Ever Circling Skeletal Family
I
commenti
FEEL-SLIPAWAY 28 giugno 2002
Non
c'è neinte di più malinconico
ed eccitante insieme del
terzetto Sweet thing - candidate - sweet thing
reprise
complimenti
bowie, hai chiuso il glam in modo aristocratico,
geniale e
decadente. Meglio di così non poteva
essere fatto...
Ivan 22 ottobre 2001
Non
si tratta soltanto di musica o musica romanzata.
Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio
cut - up fantascientifico, un frappè
sintorganico miscelato con filamenti orwelliani
e ballardiani.
simona 16 giugno 2001 SICURAMENTE
è UNO DEI DISCHI IN ASSOLUTO + BELLI
CHE SIANO MAI STATI FATTI E "WE ARE THE
DAED" èTERRIBILMENTE DECADENTE
E, OVVIAMENTE, SPLENDIDA
SIMO
fabio 24 maggio 2001
hai
ragione caro DUCA pochi possono ascoltare
e capire la musica