I
"Magpie" terminano una mezz'ora di romanticismi
shoegazing intensi e nostalgici: un flusso sonoro
dal forte impatto che viene molto ben accolto
da un Calamita gremito di fan dei Diaframma. Applausi
non solo di rito per Daniele, Enrico, Valentina
e Davide che sono apparsi decisi e convincenti.
Ottima scelta per aprire questo sabato sera Kalporziano.
Poi, con una camicia davvero bella - nera con
sottili righe bianche - Federico Fiumani sale
sul palco quando è quasi mezzanotte. Le
finestre sono aperte perché lui, dopo avere
fumato come un turco,
è meglio che non respiri anche quello degli
altri. Sguardo sornione, sbarbato di fresco, capello
lunghetto: il ragazzo di quarantatre anni scruta
la folla di circa cento persone dal palco della
Piccola Leningrado emiliana.
Partono le prime richieste: "Pioggia",
"Labbra blu", "Le navi del porto"...
Risponde: "stasera temo non ne sentirete
nemmeno una". Sta mentendo. Inizia il gig
con "Dammi tempo", ma già al
secondo pezzo si capisce che tira un'aria strana.
"Circuito chiuso" e poi "Illusione
ottica". Molti non hanno una idea nemmeno
vaga di cosa stanno ascoltando. Roba di più
di vent'anni fa. Tanto per capire che è
una sera dell'altro mondo Fiumani regala per il
Rosso Natale di Cavriago la prima cover della
serata: "Milano non è l'America"
dei Timoria, presa dal loro primo album “Colori
che esplodono”, prodotto da Gianni Maroccolo.
Qualcuno si orienta di più, la gente è
stupita ma qualcuno riconosce il pezzo.
L'atmosfera è sospesa, sorpresa, quasi
incredula. Ho visto troppi concerti dei Diaframma
ma era da tempo che non sentivo un loro incipit
così, diremo, originale. La scaletta e
forse la stessa scaletta standard prevista da
Fiumani va a farsi benedire subito e il concerto
procede a vista secondo l'umore tra richieste
e botte di vita di un uomo che appare del tutto
padrone della situazione.
Subito "Siberia" e poi una versione
punk tiratissma e breve come non mai di "Un
temporale in campagna". Non sembra di vedere
uno che va avanti solo ad "acqua del rubinetto",
come disse pochi giorni fa in una intervista.
Finito l'unico brano che fa dell'ultimo disco
(“Sempre più caro m'è il dubbio”)
e dopo un ormai classico live come "Spazi
Immensi" il gruppo presenta la seconda cover:
alla fine ne conteremo sei o sette. Pazzesca anche
la scelta, poi giustificata in privato con una
promessa mai rispettata per cause di forza maggiore.
Fiumani attacca "Lugano addio" di uno
scomparso protagonista degli anni settanta: Ivan
Graziani. "Volete il punk rock?" e allora
parte "Gennaio" seguita dall' accendini
version di "Fiore non sentirti sola"
e dall'inattesa e caldissima "Labbra blu"
invocata sonoramente dal parterre. Lì nel
mezzo pure una cocente "Beato me". Siamo
tutti un po' stupefatti. Anche Foggy, Trambusti
e il chitarrista maranzo (ma meno del solito)
devono esserlo e si divertono a seguire Fiumani
nelle sue follie.
"I piedi di Silvia" è un brano
del nuovo disco e la potremmo inserire nel filone
"freudiano" dell'ultima produzione di
genere feticismo sportivo: Piedi dolci come fiori
marci d'estate / piedi salati come pane appena
sfornato d'inverno. Un testo circa così.
Resto perplesso. Sfavillante finalino con il giocoso
siparietto rock'n'roll "Nella Firenze degli
anni ottanta".
Altra sigaretta e inizia uno dei bis più
allucinanti della loro storia: un ragazzino di
vent'anni venuto da Varese, giubbotto con la scritta
"Pioggia", rasatura straight-edge e
occhi lucidissimi apostrofa Federico: - Dai, facci
"Transmission" che poi ce ne andiamo
tutti a casa! -. Tra lo scocciato e il divertito
viene immantinente accontentato. Sconcerto. Tripudio.
Segue, avete capito bene, un'altra cover dei Joy
Division: "sappiamo fare anche questa!"
e i Diaframma attaccano "Ceremony".
Non so se è uno scherzo e giusto per gradire
eccovi (perfino) "Anarchy in the UK".
Prendiamo atto.
Il congedo arriverà con "Elena"
e poi con la più bella canzone mai scritta
negli ultimi tempi: "Voglio andare a Vaiano".
I convenuti non capiscono più niente. Un
trentenne dallo sguardo freddo mi dice che i Diaframma
sono finiti. A me il morto è parso in grande
salute. Dopo, nel retro, Fede dichiara che il
nuovo disco si intitolerà "Volume
13" e che la serata è stata pensata
come un regalo al pubblico, venuta su così,
spontanea e improvvisata. Non possiamo che credergli.
Sarebbe ben strano il contrario. Concerti sospesi
fino all'uscita del disco prevista a Marzo. Intanto
grazie. Chi è rimasto a casa rosichi pure
a piacere.
collegamenti su MusiKàl!
Live in Kalporz! - il
palco del nuovo rock indipendente
Intervista
a Federico Fiumani
Joy Division - Unknown
Pleasures