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NOIR DESIR
Des Visages Des Figures (Barclay, 2001)
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recensione di Max Cavassa scrivi un'email


Non c'è che dire: un album eccellente, pieno di grande musica e di parole dure, sferzanti, politicamente scorrette, capace di contenere almeno quattro capolavori ed una traccia finale epocale nella sua lunghezza, quasi 24 minuti di pura tensione emotiva, un coraggioso ritorno alla canzone fluviale e free form, quarto lato di un quadrato psichedelico composto dalle atmosfere maudit marca Doors, da quelle metropolitane Velvet Underground e dai geniali pastiches psychoworld dei dimenticati Kaleidoscope di David Lindley.

Oltre a ciò, è necessario sottolineare due coincidenze parecchio singolari e, nel loro piccolo, sconvolgenti. La prima riguarda la data di uscita nei negozi transalpini di "Des visages des figures": 11 settembre 2001, una data che sapranno a memoria i nipoti dei nostri nipoti. La seconda particolarità è legata a doppio filo con la precedente, appartiene al discutibile campo della preveggenza e prende corpo nel testo davvero impressionante de "Le grand incendie": "…c'è fuoco dappertutto, emergenza, Babylone, Parigi crolla, a New York cadono ruzzolando ora (…) London, Delhi, Dallas nello show, omaggio all'arte dei pompieri...". Certamente Bertrand Cantat non è un novello Nostradamus, ma qui si deve essere spaventato di sé stesso.

Se "Le grand incendie" diviene il racconto in diretta di un'apocalisse e, più in generale, del disfacimento della civiltà occidentale, anche il resto delle canzoni presenti nel disco non sono da meno nel fotografare una società malata di competizione, di economia selvaggia, di gente che ti cammina sui piedi. Testi importanti, per niente demagogici, precisi e perfino ridondanti nel fotografare il nostro mondo. Le sonorità sono spesso cupe e scarne, a volte dissonanti e dissolventi come nello splendido arrangiamento d'archi della title track.

I cinque anni passati dal precedente album hanno provocato una rivoluzione nello stile della band: un esempio concreto di tale cambiamento lo si può ascoltare proprio in "Son style 1" e "Son style 2", legata ad un punk rock veloce e scontato la prima, eterea e malferma la seconda, un incrocio tra Jeff Buckley e Thom Yorke, con l'affermazione assolutamente visionaria "lupanar à Sisyphe" a chiudere il pezzo. Riuscitissimo e commovente anche l'omaggio a Léo Ferré ("Des armes"), il cui testo esistenzialista ed anarcoide è stato musicato con reverenza dai Noir Désir, mentre "Le vent nous portera" è l'unico episodio di "ottimismo della ragione" dell'opera, con Manu Chao alla chitarra a fornire profondità e ritmo ad una melodia indimenticabile. Tutto questo denso, scomodo ed emotivo materiale socio-politico viene sublimato nell'eccezionale "L'Europe", un vero e proprio pamphlet scritto assieme alla musa Brigitte Fontaine e al polistrumentista ungherese Akosh Szelevényi, un fiume in piena carico di visioni, di realtà e surreale che ci fa alzare dalla sedia per l'eccitazione, un'opera d'arte coraggiosa ed immaginifica, un urlo ed un reclamo di esistenza e libertà in un mare di burocratico ed indifferente nulla.


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14 febbraio 2002


Track list:

1. L'enfant roi
2. Le grand incendie
3. Le vent nous portera
4. Des armes
5. L'appartement
6. Des visages des figures
7. Son style 1
8. Son style 2
9. A l'envers à l'endroit
10. Lost
11. Bouquet de nerfs
12. L'Europe



I commenti
 
Gian
21 agosto 2002
E' assurdo come solo ad oggi ci sia un "grand parler" in Italia di uno dei più grandi gruppi del pop-rock mondiale degli ultimi 15-20 anni. Sissignori, i Noir Desir, per chi non lo sapesse, non solo non devono assolutamente niente al si pur grandioso Manu Chao (uno dei migliori ma più per Manonegra che non per Manu Chao)ma se la "cavano" benissimo a partire dal 1984 (anche se poi ufficialmente i loro primi capolavori verranno immessi sul mercato 1 o 2 anni dopo).
Chi conosce "Pyromane", "Les oriflammes", "Lolita nie en bloc", "Tostaky", "Ici Paris", Les ecorchers", "A l'arrier de taxis", "Le zen emoi", "Tu m'donnes le mal"........?
Che vergogna, critici musicali!!
Interessatevi di chi fa testi seri e musica enorme invece di perder tempo con Shakira, Giorgia, Meno-Pausini, Zucchero e porcherie da baraccone......



majoelucy
14 luglio 2002
con il loro sound emozionano e con i loro testi diventano i leader
di movimenti politici,è il miglior gruppo del momento!

Petite française
10 luglio 2002
L'inizio è stato traumatico ma Des armes mi ha conquistato
completamente: des armes bleu comme la terre de qu'il faut ce gardè au fond
au choix des larmes......



Grendel
9 luglio 2002
apri la mente, ascolta musica e parole, confrontalo con la realtà
che ti circonda e incazzati...c'è ancora vita sulla terra !
E speriamo che queste siano solo le avanguardie della musica francese in
Italia...



atlantisvampir
7 luglio 2002
ho l'anima dell'artista, e sono sensibile...questo pezzo mi
commuove, sto cercando le parole ma all'inizio mi allucinava...poi veramente
è la canzone + bella dell'estate...



tuareg_isterico
6 luglio 2002
bè,per il momento disco dell'anno! Davvero eccezionale, mi sono
veramente innamorato di pezzi come "Le grand incendie" o "Des armes".
"L'Europe" è veramente un pezzo incredibile:difficile, complesso come non se
ne fanno più,eppure ti tiene sulla corda per più di venti minuti... che
meraviglia!


claudio
3 luglio 2002
Bellissima!! Ogni volta che l'ascolto mi piace sempre di più.
Intensa, romantica, accattivante con la chitarra in sottofondo quasi
ipnotica. Peccato che il testo sia impossibile da decifrare!


lir80
23 giugno 2002
x commentare questo disco (eccezzionale!!!) ho solo una cosa da
dire: ascoltandolo viene voglia di acquistare gli altri 6 album di questa
straordinaria band di Bordeaux!!!Grande Bertand!!!



Fabio/kiraly73
18 giugno 2002
Ho sentito la musica, ho visto il video, ho tentato di decifrare
tutte le parole e carpirne il significato... In poche parole: mi sono
innamorato di questo pezzo musicale!!!

Delfino
13 giugno 2002
Non avevo mai sentito parlare di loro. L'originalità del brano "Le
vent nous portera" è trascinante e al di là del significato del testo, che
non capisco, mi trasmette comunque un messaggio positivo, di ottimismo e di
grinta che dà brio alle mie giornate.


scorpio
25 maggio 2002
un disco in piena.. un capolavoro da acquistare per
l'indiscutibile varietà musicale e per i testi!

jerry
25 maggio 2002
A mio modo di vedere è il gruppo rivelazione dell'anno;una
genuinità di suoni così ben azzeccati e ben studiati,i testi,la psichedelia
che incombe dietro l'angolo ma non si rivela del tutto,lei è lì dietro
l'angolo ma non si fa sentire integralmente.
Penso che sia un disco che meriti molta attenzione ma non solo per la
canzone che ha riscosso molto successo con manu chao,ma per tutto il resto
del disco!
Provate ad ascoltare l'europe,era da tempo che non ascoltavo un disco così
fresco e pieno di idee nuove!


donnie brasco
13 maggio 2002
se pensi di avere una collezione di cd inimitabile e
panoramicamente vasta non ti resta che aggiungerci questo cd in quanto è una
vera "chicca" purtroppo un po' caro il prezzo (fnac euro circa 24,00)




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