Nati dall'unione di tre fenomenali musicisti,
i Governement Mule (o Gov' t Mule) sono un power
trio rock-blues che segue le orme di grandi gruppi
del passato, tra tutti i Cream e la Jimi
Hendrix Experience.
I Muli si formano nel 1995 grazie all'incontro
tra Warren Haynes, ex Allman Brothers, strepitoso
chitarrista nonchè ottimo cantante, il
bassista granitico Allen Woody, anch'egli ex Allman
e il potente e dinamico batterista Matt Abts.
Con questa formazione i Muli del Governo danno
alle stampe tre dischi da studio nonchè
alcuni live, tra cui è giusto ricordare
l'eccezionale "With a little help from our
friends", disco che cattura l'esibizione
live del gruppo durante l'ultima notte dell'anno
(1998) al Roxy di Atlanta.
Le cose girano a mille e i Gov' t Mule attraversano
gli States proponendo i loro live mozzafiato caratterizzati
da lunghe jam. Tuttavia sembra che non si possa
parlare di rock senza che si parli anche di tragedia
e fatalità. A questa legge non scritta
del rock non si sottragono nemmeno i Muli: infatti
una tragedia colpisce improvvisamente il gruppo
nell Agosto del 2000. Allen Woody viene ritrovato
senza vita nella stanza di un albergo a New York.
Sembra la fine: con la tragica scomparsa del loro
bassista, sembra probabile che i Muli non raglieranno
più. In realtà le cose vanno diversamente:
Haynes e Abts decidono di rendere omaggio al loro
sfortunato compagno realizzando un disco, diviso
in due parti, chiamando al basso alcuni tra i
più grandi bassisti del mondo. In attesa
del Vol. 2, che dovrebbe uscire in primavera,
parliamo di questo Deep End Vol. 1.
Innnzitutto dico subito che il disco è
fenomenale, bellissimo e poliedrico. A riprova
di ciò vi consiglio di ascoltare la straordinaria
ballad "Soulshine", con Wille Weeks
al basso. Ma non è solo "Soulshine"
a rendere il disco straordinario: "Worried
down with the blues" è un blues viscerale
e intenso che vede la partecipazione, all'organo
Hammond e alla voce, di Gregg Allman. "Scomule",
con l'aggiunta della chitarra di John Scofield,
è uno strumentale che lascia senza fiato;
"Fool's Moon" sa di Cream (non a caso
al basso c'è Jack Bruce) mentre con l'energica
"Life on the outside" i Muli pagano
i loro tributo al buon Jimi Hendrix. "Banks
of the deep end" e "Beautifully broken
sono due ballads intense e ispirate mentre "Tear
me down" è un funky eccezionale e
coinvolgente. Troviamo il basso di Flea in "Down
and out in New York City", un viaggio tra
i colori musicali della Grande Mela; "Same
Price", con l'ex Who John Entwistle al basso,
è un pezzo rock semplice e rappresenta
forse l'episodio meno riuscito dell'album. Tre
sono le cover presenti in Vol.1: "Effigy"
dei Creedence Clearwater Revival, in cui Haynes
supera sè stesso con un assolo eccezionale;
"Maybe I'm a Leo" dei Deep Purple, con
Roger Glover al basso e infine "Sin's a good
man's brother" dei Granfunk, che chiude il
disco e rappresenta l'ultima prova di Woody al
basso.
Allora, facciamo un po' di conti: un'ispirazione
compositiva notevole, sommata ad un chitarrista
eccezionale, sommati ad un batterista potente
e dinamico, sommati ad uno stuolo di bassisti
con le palle danno come risultato...Deep End Vol.1,
un disco eccezionale che consiglio a tutti (e
io già aspetto con l'acquolina in bocca
il Vol.2!!).
Recensioni collegate
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Gears
Jimi Hendrix - la Kalporzgrafia
Allman Brothers - Peakin'
At The Beacon
Creedence Clearwater Revival - Cosmo's
Factory
Deep Purple - Made
In Japan