Da qualche parte, nel grande cuore dell'America,
ci devono essere ancora posti in cui le torte di
mirtilli vengono lasciate a raffreddare sui davanzali
delle finestre, per essere portate alla festa del
rodeo annuale o al matrimonio di qualche cowboy:
è l'America che vive da sempre nelle canzoni di
Mark Olson.
Dopo aver lasciato i Jayhawks, con cui aveva inciso
quelle delizie di roots rock che sono "Hollywood
Town Hall" e "Tomorrow The Green Grass", Olson si
è ritirato a Joshua Tree, nel deserto della California;
assieme alla moglie, la cantautrice di culto Victoria
Williams, ha continuato il suo percorso nella tradizione
americana, sempre più libero dai compromessi dello
star system e delle major discografiche. Olson infatti
è un'artista indipendente, e incide tutto nello
studio che si è fatto in casa (mentre i Jayhawks,
rimasti nelle sole mani di Gary Louris, hanno preso
direzioni più pop): il risultato è ancora una volta
un saporito miscuglio di aromi dell'America rurale,
che spaziano dal country rock alle ballate piene
di violini dal sapore vagamente celtico (parlando
di "roots"…).
Come una vecchia locomotiva a vapore, questo "December's
Child parte lento, sulle indolenti percussioni indiane
che aprono la dolceamara "How Can I Send Tonight":
un pigro e dondolante andamento che si mantiene,
nonostante le tenui inflessioni soul di "Alta's
Song", lungo buona parte dei brani. Tra i picchi
dell'album, c'è sicuramente la title-track, che
rotola su di un ficcante arpeggio di chitarra acustica,
su cui si innestano il violino e la tranquilla voce
di Olson; subito a seguire, arriva la piccola perla
di malinconia di "Nestrand Woods", dove aleggia
un senso di perdita, di nostalgia, evocato dalla
voce eterea e l'armonica della Williams, che fanno
eco alle parole di Olson.
Alla struggente ballata per pianoforte, archi e
fiati di "Cactus Wren" fa da contraltare "Climb
These Steps", un movimentato e canonico country
rock che accelera un po' il passo per il finale.
Dove arriva anche la chicca: Gary Louris, il vecchio
compagno dei Jayhawks, co-autore di "Say You'll
Be Mine", un brano gradevole che non può non fare
tornare la memoria a "Clouds" o "Two Angels" (pur
se in chiave inevitabilmente minore). Chiude l'ironica
e aspra "One Eyed Black Dog Moses", arrochita dal
wha wha e trafitta dagli interventi della voce insinuante
di Victoria Williams. Nessun trucco, nessun inganno:
sono soltanto buoni e vecchi ingredienti, dulcimer
e violino, pedal steel guitar e armonica, che fanno
di questo "December's Child" un disco onesto e sincero
come le vecchie ricette. E se passate da Joshua
Tree, Ca., sicuramente Mark e Victoria saranno felici
di offrirvi una fetta di quella crostata di mirtilli.
31
luglio 2001
Track
list:
1.
How Can I Send Tonight (There to Tell You)
2. Still We Have a Friend in You
3. Alta's Song
4. Back to the Old Homeplace
5. December's Child
6. Nerstrand Woods
7. Cactus Wren
8. Climb These Steps (We Will)
9. How Can This Be
10. Say You'll Be Mine
11. One Eyed Black Dog Moses