“Death to supermodel”: Kate Moss
docet, appena qualche tempo fa. Lei, la diafana
figura diventata emblema di un pezzo dei Primal
Scream, a sua volta tra i capolista di quel revival
dal sapore tutto 24 Hours degli ultimi
anni. Proprio in questo limbo tutto decadenza
dei Settanta mixata a glam degli Ottanta, lo slogan
in questione diviene titolo di canzone, primo
esperimento per una formazione agli esordi composta
da Matteo Conti (voce e chitarre), Nicola Brazzo
(basso), Riccardo Gallione (voce e chitarre) e
Loris Busselli (batteria).
E, dalla contrazione del nome di questo primo
germoglio, sboccia finalmente la band stessa:
gli alessandrini Dead Models. O le Dead
Models, come preferiscono puntualizzare, in un
rimando che fa immediatamente correre verso le
New York Dolls. Questioni di genere (non musicale,
per carità) a parte, il tortuoso cammino
genealogico conduce finalmente a questo lavoro
di debutto, un’autoproduzione con sei pezzi,
registrati in una sola giornata al Jungle Sound
di Milano.
Proprio la presa diretta, sebbene abbia il difetto
di non riproporre certo le atmosfere di un live
potenzialmente intrigante, conserva comunque tutte
quelle asperità che vanno a favore dell’immediatezza,
ricreando un’atmosfera sonora alla Stooges,
ben espressa da una traccia quale “There’s
a RIOT going on”. Tuttavia, qualche tocco
di raffinatezza richiama anche mentori quali Talkin’
Heads e Television, soprattutto nel pezzo di apertura
“How did it start?”. Questi i due
ingredienti fondamentali per i venti minuti circa
incisi su supporto magnetico, eseguti da semplici
riff di chitarre posate su un basso pulsante,
il tutto condito da una vocalità energica:
play loud, per citare il libretto. E, forse
non a caso, la prova meno convincente sembra essere
il lento “Summer rain”, un poco frenato
rispetto all’enfasi delle canzoni consorelle.
Comunque sia, rock di matrice statunitense e
new wave dei primi ottanta, con testi rigorosamente
in inglese, vengono proposti con vigore e, sebbene
l’autenticità non brilli particolarmente,
rendono questa prova degna di nota.